Palazzo Pretorio, Scarperia (FI)

Localizzazione: Scarperia (FI)
Proprietà: Demanio del Comune di Scarperia

Tipo di intervento: Restauro e consolidamento murario del fronte est

Inizio lavori: 2005
Termine lavori: 2005
Importo lavori: 50.000,00 €

Progettazione: Luigi Rosania
Direzione lavori: Luigi Rosania
Direttore operativo: Franco Freuli
Imprese esecutrici: Decoart (Firenze)

 


Inquadramento storico

Palazzo Pretorio, Facciata

Scarperia è uno dei centri storici più interessanti del Mugello, una conca interna della Toscana che i valichi appenninici mettono in comunicazione con Bologna e con la Romagna. Il borgo, sorto come avamposto fiorentino lungo la via Bolognese, è poi diventato grazie alla sua posizione strategica importante mercato e luogo di sosta. Ancora oggi è attraversato e diviso in due dalla strada che conduce a Bologna, intorno alla quale gli edifici hanno formato un tessuto urbano racchiuso da mura intervallate da torri quadrate.
Fondato dai Fiorentini nel 1306, il borgo faceva parte di un programma di organizzazione del territorio messo in atto dalla Repubblica fiorentina fra gli ultimi anni del ‘200 e i primi decenni del ‘300, per debellare definitivamente la feudalità imposta da alcune famiglie che ancora dominavano nelle aree più lontane dalla Dominante.
Tra queste gli Ubaldini rappresentavano il pericolo più immediato da quando, nel 1251, si erano insediati nella potente fortezza di Montaccianico, posta in posizione strategica, da cui era possibile dominare tutto il Mugello. Distrutta la fortezza ubaldina, fu iniziata l’edificazione del nuovo castello, col nome di ‘Castel S. Barnaba’ nel luogo detto ‘la Scarperia’.
Invano fu assediato nel 1351 e nel 1352 dai soldati di Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano. La strenua resistenza dimostrata valse a Scarperia l’acquisizione di un ruolo politico di primo piano nell’ambito della Signoria fiorentina: nel 1415, infatti, fu elevata a sede di vicariato fiorentino, il più esteso di tutto il territorio, con giurisdizione amministrativa e giuridica su tutti gli altri paesi del Mugello, rimanendo sempre fedele a Firenze.
Il cuore dell'insediamento fortificato è il Palazzo dei Vicari, coevo alla fondazione della città; residenza di impianto trecentesco, la struttura si presenta severa e turrita sul lato rivolto verso la piazza, e fortezza sul retro. Due grandi muraglie che formano un vasto cortile interno lo raccordano al mastio, a sua volta inserito nel percorso occidentale della cinta muraria. Tutto il complesso del palazzo è dotato di scarpatura alla base delle mura e di un agile torre, con merli e beccatelli, svettante dall'angolo destro della facciata volta alla piazza.
Il Palazzo è frutto di un processo di successivo accrescimento intorno ad un nucleo originario costituito dalla torre. Nel corso del '300 alla torre era stato accorpato un nucleo per la residenza del Capitano. Nel 1542 un terremoto provocò ingenti danni alla costruzione, cui seguirono interventi di ripristino che dettero al palazzo una sistemazione definitiva, prossima all'attuale per quanto riguarda la residenza del Vicario e le sale di rappresentanza. La ricostruzione aveva anche portato alla definitiva sistemazione delle prigioni, alloggiate negli ambienti voltati al piano terreno, attuale loggia.
Modifiche e riparazioni interessarono ancora il Palazzo nel corso del '600, a seguito di un nuovo evento sismico verificatosi il giorno 8 settembre 1611; nel 1612, alla fine degli interventi, il palazzo aveva in parte mutato la sua fisionomia. Barbacani per rinforzare le murature, tetto spiovente sulla facciata, intonacatura del fronte, sistemazione e arricciatura della grande parete laterale verso porta S. Agata, sono i lavori più evidenti all'esterno.
Con poche altre modifiche il Palazzo assunse le caratteristiche morfologiche che rimasero invariate fino alla metà del XIX secolo, quando l'edificio fu nuovamente interessato da interventi di restauro e rimaneggiamenti.
I restauri dopo il terremoto del 1929 lo hanno reso simile al Palazzo Vecchio di Firenze.
I danni verificatisi a seguito del sisma del 1960, unitamente alla precarietà del terreno di fondazione, sono stati oggetto di un impegnativo intervento di consolidamento e restauro (a partire dal 1980) conclusosi nel 1999 con il recupero degli ambienti monumentali e la ricostruzione dell'ala nord, in cui è ospitato il Museo dei Ferri Taglienti.
La facciata del Palazzo è ornata da numerosi stemmi, poiché ogni Vicario era obbligato a lasciare l'emblema della propria casata. Particolarmente interessanti quelli in terracotta invetriata di provenienza dalle botteghe dei Della Robbia e di Benedetto Buglioni. Anche l'atrio interno è decorato con fregi ed insegne araldiche.
Notevoli gli affreschi che decorano l’ingresso e le sale superiori, tra cui si trova una Madonna con Bambino e Santi, attribuita al Ghirlandaio. In una saletta al primo piano è conservato un raro reperto, risalente al XV secolo, che costituiva il meccanismo dell'orologio alloggiato nella torre del Palazzo e che risulterebbe eseguito da Filippo Brunelleschi.


Inquadramento tecnico

Il Palazzo Pretorio presentava sul paramento murario del bastione sud e sulla facciata principale, realizzata in mattoni e bozze di pietra, numerose esfoliazioni e distacchi degli elementi in pietra dovuti agli agenti atmosferici. La stessa causa, associata al clima particolarmente freddo e umido di Scarperia, aveva provocato il degrado della malta degli elementi in cotto, compromessi da mancanze e distacchi.
I lavori, eseguiti in somma urgenza, hanno affrontato nella prima fase la rimozione di tutte le formazioni biologiche, quali muschi e licheni, che nel tempo avevano deteriorato la superficie dei materiali lapidei e la malta dei giunti.
L’azione biocita è stata eseguita tramite diffusione con aerografo di una soluzione acquosa di cloruro di benzalconio e acqua ossigenata a 120 volumi, seguita da lavaggio con acqua deionizzata con l’ausilio di spazzolini morbidi in radica e naylon, ripetendo l’operazione a distanza di un giorno, per rimuovere i residui della soluzione e dei microrganismi.
Per una approfondita pulizia delle superfici lapidee è stato adottato un sistema ad ugelli atomizzatori di acqua deionizzata costituita da particelle comprese tra i 50 e i 120 micron.
Nei punti interessati da croste nere, dove occorreva un trattamento più specifico, sono stati applicati impacchi ammorbidenti composti da pasta cellulosica, sepiolite e una soluzione satura di acqua deionizzata e ammonio bicarbonato stendendo preventivamente sulla superficie uno strato di carta giapponese.
L’operazione è stata ripetuta più volte, a seconda dei casi, fino a raggiungere il grado di pulitura voluto.
Gli impacchi sono poi stati asportati e i resti rimossi tramite l’impiego di spazzolini morbidi in radica e naylon e lavaggi con acqua deionizzata.
Sul paramento murario erano presenti vecchie stuccature degradate ed eseguite in passato con materiali incompatibili, colature di boiacca di cemento e precipitazioni di calcare; tali superfetazioni sono state rimosse tramite l’utilizzo di vibroincisori, vibroscalpelli e bisturi.
Le lesioni e le parti in aggetto decoese sono state consolidate con la tecnica della microdiffusione per capillarità: in prossimità delle zone interessate dai distacchi sono state praticate perforazioni con trapano ad alta velocità e con punte di diametro e di lunghezza variabili a seconda dei casi; successivamente i fori sono stati lavati con acqua deionizzata e sigillati con silicone, previa preventiva protezione della superficie lapidea circostante. Sono state praticate iniezioni di consolidante permeabile fino a completa saturazione della cavità e della fratture.
Una nuova perforazione ha consentito l’essiccazione del materiale iniettato; quindi, sono stati predisposti i cateteri di iniezione per il riempimento dei fori con resine epossidiche di adeguata fluidità, secondo predeterminati tempi e pressioni.
Si è poi proceduto all’armatura con inserimento di barre di acciaio inox e teflon; infine, i fori sono stati stuccati con malta impastata con sabbie colorate ed elastomero fluorurato.
La superficie muraria è stata consolidata per imbibizione con silicato di etile, mediante l’impiego di tamponi di ovatta di cotone protetti con pellicole di polietilene al fine di mantenere costantemente imbibita la superficie trattata; per l’eliminazione dell’umidità interna e per favorire la veicolazione del consolidante, la superficie era stata precedentemente trattata con “White Spirit”.
Al termine del trattamento è stato eseguito il lavaggio finale mediante successive tamponature di ovatta di cotone imbevuta di tricloroetano per rimuovere i residui di prodotto non assorbito.
Alcuni consolidamenti localizzati sono stati effettuati con applicazione a pennello o mediante iniezioni nelle microfessure di elastomero fluorurato in soluzione di acetone.
Le connessioni in pietra serena sono state stuccate e sigillate, risarcendo le lacune di maggior dimensione con una prima stesura di malta di calce aerea e successiva stesura finale di uno strato composto da elastomero fluorurato e polveri di pietra di varia granulometria e colore per la protezione, anche sui giunti, dalla infiltrazione di acque meteoriche.
Infine, sul materiale lapideo è stato steso un trattamento protettivo di perfluoropolietere, nelle quantità e concentrazioni stabilite dalle prove di assorbimento parziale.
La cortina muraria di mattoni in cotto, nelle porzioni soggette a degrado, è stata risanata mediante integrazione di mattoni vecchi di recupero murati con malta cementizia e successiva stuccatura delle connettiture.
Il restauro ha restituito a Palazzo Pretorio un aspetto decoroso, coerente con la struttura possente dell’edificio, garantendo anche la sicurezza di chi si ferma ad ammirarlo.

 

Bibliografia

Massimo Beccatini, Andrea Granchi, Alto Mugello, Mugello, Val di Sieve, Firenze, Giorgio & Gambi Editori, 1985, pp. 305-317
Mirella Branca, Palazzo Pretorio di Scarperia. Vicende di restauro degli stemmi dipinti dell’androne, in “Notizie di cantiere”, 1993, 5, pp. 61-80
Francesco Niccolai, Guida del Mugello e della Val di Sieve. Guida topografica – storica – artistica – illustrata, Roma, Ed. Multigrafica, 1974.

Palazzo Pretorio, Facciata