Complesso monumentale di San Lorenzo a Pistoia

Localizzazione: Pistoia
Proprietà: Demaniale

Tipo di intervento: Consolidamento e restauro architettonico

Inizio lavori: 1989
Fine lavori:

Progettazione: arch. Giorgio Pappagallo
Direzione Lavori: arch. Giorgio Pappagallo
Collaboratori tecnici: a.t. Vasco Vignoli, c.t. Sergio Sernissi, a.t. Daniele Rapino
Imprese esecutrici: Gualtierotti s.a.s.
                                 Cellini s.r.l.
                                 Decoart s.r.l.
                                 Rangoni s.r.l.
                                 Mida restauri s.r.l.
                                 Pasquinelli G.F.


Inquadramento storico

La chiesa, insieme all’annesso convento, fu fondata dai frati Agostiniani nel 1278 su un’area precedentemente occupata dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, detta in Pantano. Intorno al 1348 la fabbrica doveva già essere in uno stato avanzato di costruzione: a quella data troviamo, infatti, alcuni lasciti per ornare la cappella dell’altare maggiore intitolata a San Giovanni e per la costruzione del tetto della chiesa. È verosimile, pertanto, che già alla metà del XIV secolo fosse ultimata tutta la porzione absidale e buona parte della muratura perimetrale della navata. L’impianto della chiesa era a navata unica con tre cappelle absidali a pianta quadrata e con copertura a capriate. La mole del campanile, demolito nel secolo scorso, era posta sul retro della cappella laterale di destra. I prospetti esterni erano decorati con un motivo ad archetti pensili, parzialmente ricostruiti nell’Ottocento.
Nel 1578, anno della consacrazione della chiesa, l’interno subì sostanziali modifiche e gran parte dell’apparato decorativo ed architettonico dell’impianto originario fu sacrificato: furono rimossi gli altari gotici, coperte le pitture murali divenute ormai incompatibili con la diversa collocazione dei nuovi altari, riordinata la zona presbiteriale.
In seguito alle soppressioni napoleoniche, nella conduzione del complesso conventuale agli Agostiniani subentrarono i Cappuccini, che non si limitarono alla conservazione delle strutture esistenti, ma contribuirono a ridefinire il disegno interno dell’edificio sacro.
La chiesa di San Lorenzo, chiusa definitivamente al culto nel 1880, divenne sede del Distretto Militare che vi rimase fino ai primi decenni del ‘900. A questo periodo sono da ascrivere i lavori di trasformazione che hanno compromesso completamente l’impianto originario del fabbricato. Il risultato di queste alterazioni è, in buona parte, ancora visibile nello stato attuale dell’edificio.


Inquadramento tecnico

Un quadro fessurativo e deformativo evidente interessava alcune porzioni dell’antica chiesa. In particolare presentavano plessi fessurativi: la facciata, nella zona sottostante l’antico rosone precedentemente tamponato; la parete trasversale di separazione tra aula ed abside, caratterizzata originariamente da tre grandi aperture ad arco anch’esse tamponate alla fine dell’Ottocento; i volumi absidali, le cui fessurazioni erano ascrivibili agli effetti spingenti delle travi lignee di copertura, alla cattiva esecuzione del paramento murario ed alla scadente qualità delle malte.
Sono stati riscontrati in tratti anche contigui della muratura diversi valori di sollecitazione, in conseguenza sia degli stati di trasformazione subiti nel tempo dalla struttura (tamponamenti delle aperture, realizzazione di nuove luci, etc.), sia della discontinuità tipologica del paramento murario sottoposto a fenomeni di pressoflessione e spinte di strutture ad arco.
Le diverse sollecitazioni hanno causato cedimenti differenziali in corrispondenza del piano di separazione tra la zona tergale ed il resto dell’edificio, ma non nelle pareti perimetrali, in corrispondenza delle quali i lunghi tempi di costruzione della fabbrica hanno consentito il lento adattamento della struttura.
Indagini preventive hanno accertato il buono stato di conservazione delle 17 capriate della copertura dell’edificio. L’orditura secondaria di arcarecci e correntame è risultata, invece, fortemente degradata e solo parzialmente recuperabile. Sono state, pertanto, realizzate specifiche tipologie di intervento.
Più specificamente si è intervenuti con

  • adeguamento strutturale e ripristino, con sostituzione degli arcarecci e dei correnti ammalorati e costruzione di una capriata in acciaio con elementi pressoinflessi;
  • integrazione con betoncini epossidici e barre in acciaio, per reintegrare la testa di appoggio di una capriata, adeguandola ai carichi di esercizio previsti dalle norme;
  • connessione con barre d’acciaio sigillate con resina epossidica, per garantire il collegamento solidale tra gli elementi lignei del padiglione.



Bibliografia

Giorgio Pappagallo, San Lorenzo a Pistoia. Origini e storia di un convento agostiniano, Firenze 2004.