Madonna col Bambino di Pittore fiorentino sec. XVII

Madonna col Bambino, Santo Vescovo e i Santi Benedetto, Giuseppe e Bernardo

Soggetto: Madonna col Bambino, Santo Vescovo e i Santi Benedetto, Giuseppe e Bernardo
Autore: Pittore fiorentino fine sec. XVII
Tecnica: Lunetta - Olio su tela con cornice intagliata e dorata
Localizzazione: Firenze, Museo dell’Opera di Santa Croce
Identificativo Restauro: GR 6265
Dimensioni: cm 93x165
Proprietà: Ministero degli Interni – Fondo Edifici di Culto
Tipo di intervento: Restauro conservativo e pittorico 
Fine lavori: giugno 2006
Direzione Lavori: Brunella Teodori
Restauratori: Rita Alzeni con la collaborazione di Dedde Bozzoli, Stefania e Carlo Martelli (restauro cornice)
Finanziamento: Opera di Santa Croce, 2005-2006

Scarse sono le notizie sul dipinto, è forse individuabile in una lunetta citata in un inventario del 1862 sopra la porta dell’andito che precede la cappella Medici: considerate le sue caratteristiche era infatti assai probabile che fosse utilizzata come sovrapporta. La presenza di San Benedetto potrebbe inoltre far ipotizzare una committenza diversa da quella francescana, e quindi il dipinto potrebbe essere pervenuto a Santa Croce dopo le soppressioni napoleoniche da un altro complesso, come ad esempio la Badia da cui provengono anche altre opere d’arte del museo. Si tratta di un’opera a carattere devozionale collocabile in ambito fiorentino del tardo secolo XVII, purtroppo assai danneggiata, in cui si evidenzia soprattutto la figura del Santo Vescovo sulla sinistra, privo di attributi, dal bell’empito barocco, rispetto al più statico S. Benedetto sulla destra, e alle figurine appena ritagliate degli altri due santi in secondo piano.
Nel dipinto, il cui telaio si presentava esile, tarlato e fratturato in tre punti, l’immagine era inoltre offuscata da forti ossidazioni della vernice e alterazioni di colore che la rendevano quasi illeggibile. La superficie pittorica era fragile e sollevata in più punti, molte piccole particelle di colore e mestica erano cadute lasciando in vista la tela di supporto e lacune più ampie erano visibili lungo i bordi e soprattutto lungo il margine inferiore, dove la materia pittorica era stata indebolita dalla formazione di muffe. L’intervento di restauro, realizzato da Rita Alzeni, è iniziato con la pulitura del colore che, dopo una fermatura preliminare, è stato gradualmente liberato dal fango e dalla vernice gravemente ossidata e ingiallita. Le alterazioni più forti erano sulla stesura azzurra del manto della Vergine, completamente sbiancata tranne che in corrispondenza dei punti più scuri del panneggio che apparivano di colore verde intenso a causa del dilavamento dell’acqua, che aveva trasformato e portato in superficie alcuni dei sali di rame che compongono il pigmento.
Con la pulitura sono state rimosse anche vecchie ridipinture che coprivano la manica verde della veste della Vergine e il risvolto del piviale del Santo Vescovo, e alcune vecchie stuccature che debordavano ampiamente sul colore originale. Dopo la velinatura di protezione il dipinto è stato poi distaccato dal telaio ed è stata effettuata la pulitura del retro a bisturi, operazione impegnativa in quanto il fango aveva impregnato e indebolito la fibra della tela. Il dipinto è stato poi consolidato, foderato e tensionato su un nuovo telaio estensibile. Con la superficie pittorica ormai stabile è stato possibile completare e perfezionare la pulitura anche nelle zone in cui il colore era più fragile e delicato, come negli incarnati dove l’immersione in acqua e le antiche puliture avevano dilavato le stesure più sottili facendo emergere il colore rosso scuro della mestica. Le lacune sono state stuccate con l’imitazione della superficie originale e reintegrate, mentre le abrasioni sono state abbassate di tono. La cornice originale del dipinto è stata anch’essa oggetto di interventi di restauro.



Bibliografia
B. Teodori, Schede in A quarant’anni dall’alluvione. Restauri 2002-2006. Collana “Interventi e Testimonianze”  n. 1, Firenze, Polistampa 2006, pp. 30-32 e 91.