Annunciazione di Pier Dandini

Pier Dandini, Annunciazione

Soogetto: Annunciazione
Autore: Pier Dandini (attr.)
Tecnica: Olio si tela
Localizzazione: Castelfiorentino
Identificativo Restauro: GR 6315
Dimensioni: cm 314x213 :
Tipo di intervento: Restauro conservativo e pittorico 
Direzione Lavori: Ilaria Ciseri
Restauratori: Nicola Ann Mac Gregor
Finanziamento: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

La tela è una delle opere di maggior rilievo artistico dell'intero ciclo pittorico che correda gli altari della chiesa. Motivi stilistici, come il tratto scattante, gli intensi effetti luministici e il virtuosismo degli scorci prospettici, inducono ad attribuirne la paternità a Pier Dandini, pittore che lavorò al servizio delle più importanti famiglie fiorentine e che fu impegnato in committenze provenienti anche da altri centri della Toscana. L'opera è accostabile con evidenza ad un'altra Annunciazione realizzata da Pier Dandini, oggi conservata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli di Sala a Pistoia, dipinta intorno alla metà degli anni Ottanta: elementi quali la sedia e il cesto di vimini con il panno bianco appaiono pressoché invariati nella forma e nei dettagli nella tela di Castelfiorentino, ove risulta invece più accentuato il dinamismo di effetto spettacolare che anima la composizione. Pare dunque affidabile la cronologia indicata dal Targioni Tozzetti, che pone l'esecuzione della tela nel 1702, in un periodo dunque già maturo della sua carriera, in cui Pier Dandini mostra una rielaborazione ulteriore della maniera di Pietro da Cortona e l'approdo a uno stile prorompente, che interpreta con un'esplosione di luce e di colori l'evento divino, in linea con il gusto barocco dello stupore scenografico.
Le tracce dell'alluvione erano visibili nella fascia inferiore della tela, con forti ossidazioni del colore dovute all'immersione nell'acqua e nel fango. Danni rilevanti erano stati causati anche dalle toppe applicate in passato in modo rudimentale sul retro del supporto, provocando contrazioni della tela, strappi e sollevamenti di colore. È stato necessario procedere alla rintelatura del dipinto e realizzare un nuovo telaio, che ha sostituito quello antico, purtroppo non recuperabile.



Bibliografia
I. Ciseri, Schede in A quarant'anni dall'alluvione. Restauri 2002-2006. Collana "Interventi e Testimonianze" n. 1, Firenze, Polistampa 2006, pp. 73-76 e 98.