San Giovanni Battista di Alessio Gemignani

lessio Gemignani, San Giovanni Battista davanti ai sacerdoti e leviti

SoggettoSan Giovanni Battista davanti ai sacerdoti e leviti
Autore: Alessio Gemignani (1567 circa -1651)
Tecnica: Olio su tela
Localizzazione: Sambuca Pistoiese
Dimensioni: cm 155x125
Tipo di intervento: Restauro conservativo e pittorico
Direzione Lavori: Maria Cristina Masdea
Restauratori: Opera restaurata parzialmente dall'Istituto per l'Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli, dove era in deposito; Studio Dambra di Gabriella Forcucci
Finanziamento: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
 
"Tela ridotta in tale stato di deperimento da non tenerne conto, tanto più che mal si distingue che cosa rappresenti. Vi è un Santo vestito di rosso ed altre figure". Con queste parole il dipinto della Sambuca veniva schedato dalla Soprintendenza nel lontano 1915. Da allora fino a tempi recenti l'opera, caratterizzata da estese ridipinture realizzate in modo grossolano per nascondere le gravi mancanze, non offriva condizioni tali da programmare un suo restauro, a fronte delle tante necessità del territorio in cui si opera solitamente in situazione di emergenza e di risorse assai limitate. 
Nel 1998, a conclusione di una serie di interventi sugli altri dipinti della chiesa, si decise di affidare la tela all'Istituto Spinelli che, con i tempi della scuola, si rese disponibile a realizzare il recupero vivamente caldeggiato dalla comunità locale. Le condizioni disastrose dell'opera si confermarono nella loro evidenza, ma apparve con pari evidenza sotto il volgare rifacimento una stesura di diversa qualità, che sembrò rivelare subito le soluzioni cromatiche e i caratteri propri di Alessio Gemignani.
A conclusione delle operazioni portate avanti dall'Istituto, che hanno interessato gli aspetti conservativi della tela e l'eliminazione delle pesanti ridipinture, si è deciso di affidare il delicato compito di ricucire quanto restava dell'opera originale alla mano di un restauratore esperto, inserendo l'intervento nei programmi statali dell'anno finanziario 2006.
Quello che è emerso è indubbiamente un dipinto con gravissime mancanze ma che, con tutti i suoi limiti, costituisce una ben diversa presenza rispetto alla versione precedente nella chiesa di Sambuca e rappresenta soprattutto un nuovo tassello nel catalogo del nostro Alessio Gemignani. A conferma dei caratteri stilistici è apparsa inoltre la firma dell'artista e la data che sembra di poter leggere 1626.
La scena raffigura San Giovanni Battista vestito di pelli di cammello e mantello rosso che incede con lo sguardo rivolto umilmente in basso verso un gruppo di figure maschili abbigliate sontuosamente: un anziano visto di spalle che risalta per il vistoso copricapo di colore rosso vivo, un uomo maturo dalla barba scura e una terza figura di cui purtroppo è perduto completamente il volto. Dietro i tre personaggi si intravedono altri due visi, uno incorniciato da un turbante giallo, l'altro dall'aspetto più volgare con una fascia sui capelli. Sembra di poter identificare nella scena il momento in cui Giovanni che stava battezzando in Betania incontra i sacerdoti e leviti inviati dai giudei di Gerusalemme per sapere chi egli fosse (Giovanni 1,19).
Il dipinto viene citato per la prima volta nella chiesa di Sambuca nel 1851 come "la predicazione di San Giovanni nel deserto" e da quanto possiamo dedurre dai documenti finora rintracciati non faceva parte del patrimonio originario della chiesa. La chiesa dei Ss. Iacopo e Cristoforo di antica origine, nel 1784 passò dalla diocesi bolognese a quella di Pistoia, ricevendo il 9 luglio del 1785 la dignità di pieve, con giurisdizione sopra Pavana, Frassignoni e San Pellegrino al Cassero. Il passaggio sotto Pistoia, avvenuto all'epoca del vescovo Scipione de' Ricci, vede l'introduzione accanto alle antiche di due nuove devozioni a San Francesco Saverio e San Vincenzo Ferrer.  Nonostante la trasformazione in pieve e la necessaria presenza del fonte battesimale, i documenti non fanno però riferimento ad alcun dipinto raffigurante S. Giovanni Battista. La situazione risulta complessivamente immutata nel 1840, quando l'edificio viene descritto "in stato cattivissimo", mentre un inventario del 1851 ci segnala dei cambiamenti per noi interessanti con la nuova dedica di due dei quattro altari delle cappelle alla "Pietà" e alla  "Predicazione di San Giovanni nel deserto". Possiamo dunque ipotizzare che nel periodo tra il 1840 e il 1851 fossero realizzati dei lavori di restauro alla chiesa e si rinnovasse anche il patrimonio pittorico con l'arrivo del San Giovanni di Alessio Gemignani e della bella Pietà di Pietro Marchesini. Da questo momento in poi la presenza del dipinto del Gemignani è costantemente segnalata ed anzi in più occasioni si dà conto delle sue condizioni. Nella visita pastorale nel 1868 la chiesa viene trovata complessivamente in buono stato, ad esclusione dell'altare di fondo con gravi problemi di umidità e del quadro di San Giovanni Battista "sfondato e indecente". Alle osservazioni del vescovo all'epoca si rispose che era già stato stabilito "di lavorarci e di rifare il quadro", ma l'impegno non fu mantenuto come rivela la visita pastorale del 1873 in cui si riscontra la stessa situazione di degrado. L'intervento agognato ma purtroppo assai grossolano di "restauro" del dipinto, che è quello con cui probabilmente ci siamo dovuti confrontare, avvenne tra il 1873 e il 1879, quando nella visita pastorale non furono fatte osservazioni e tutto fu trovato in buono stato.
A questo punto sarebbe interessante conoscere la provenienza originaria del dipinto. Il soggetto non è dei più comuni e si trova solitamente all'interno di cicli che raccontano la storia del Battista e in luoghi al Santo dedicati. A Pistoia nella chiesa del monastero di San Giovanni Battista si conservavano sedici tele con vari episodi della vita del Santo, tra cui anche quella di soggetto analogo al dipinto di Sambuca. Il ciclo però, attualmente disperso, era ancora presente in chiesa nella seconda metà dell'Ottocento e dunque il dipinto del Gemignani deve avere un'altra provenienza. Un indizio potrebbe fornircelo la presenza nel dipinto in basso a sinistra di uno stemma, poggiato a terra sopra un ramo che sembra di quercia. Lo stemma, inquartato nel primo e quarto di colore scuro (verde pieno), nel secondo e terzo fasciato increspato di rosso e d'argento, sembra essere della famiglia Puccini da Controne di Pistoia.
Le nostre ricerche si sono fermate a questo punto, ma un ulteriore approfondimento che colleghi i dati finora rintracciati, autore, committenza, provenienza da un ciclo dedicato al Battista, consentirebbe di chiudere il cerchio delle vicende del dipinto di Sambuca. 

Bibliografia
M. C. Masdea, Due dipinti "ritrovati" di Alessio Gemignani nella provincia di Pistoia, in Opere d'arte dal terirorio. Restauri 2005-2007. Collana "Interventi e Testimonianze", n. 2, Firenze, Polistampa 2008, pp. 111-114 e 120-125.

Alessio Gemignani, San Giovanni Battista davanti ai sacerdoti e levitiAlessio Gemignani, San Giovanni Battista, particolare durante la pulitura. In prossimità delle gambe di San Giovanni è presente la firma dell'artistaAlessio Gemignani, San Giovanni Battista, particolare durante la pulitura con lo stemma della famiglia committente