Chiesa di San Paolo Apostolo a Firenze

Localizzazione: Firenze
Proprietà: Demaniale

Tipo di intervento: Lavori di somma urgenza per il consolidamento e restauro conservativo della facciata e copertura

Inizio lavori: 2007
Termine lavori: 2008

Importo lavori: 200.000,00 €
Progettazione: arch. Paolo Mazzoni, dott.ssa Roberta Passalacqua
Direzione lavori: arch. Lia Pescatori
Direttore operativo: geom. Enzo Cacioli
Imprese esecutrici: R.A.M. Restauri Artistici e Monumentali, Firenze
Finanziamento: Ministero dell'Interno (FEC)


Inquadramento storico


La primitiva cappella, dedicata alla conversione di San Paolo, Chiesa di San Paolo Apostolo a Firenze detta di San Paolino, Veduta della facciata
venne fondata su un'area esterna alla porta occidentale della cerchia muraria carolingia, e lungo la direttrice viaria improntata sul decumano romano (attuale via Tornabuoni, proseguendo lungo via della Spada e via Palazzuolo); la scelta di tale ubicazione fu determinata probabilmente dall'esigenza di sostenere il popolamento di quell'area ubicata lungo la nuova arte­ria suburbana.
Fu denominata San Paolino per distinguerla dall'omonima chiesa documentata fino dal 1208 nel vicino Ospedale dei Convalescenti.
L' edificio costruito su committenza ecclesiastica tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo, venne rinnovato architettonicamente durante il Trecento ed è menzionato tra i primi documenti nella Cronica dello storico Giovanni Villani. È documentato che questa chiesa in forme gotiche (XII-XIII sec.) corrispondeva in pianta alla precedente.
San Paolo già prima del 1250 era collegiata con priore e canonici, come riportato da molti storici cinquecenteschi fiorentini; officiata dai Domenicani dal 1217 fino al 1221 quando si trasferirono in Santa Maria Novella, nell'anno 1419 fu riconfermata in collegiata dal Papa Martino V°. 
Nella pianta di Firenze del Bonsignori del 1584 è raffigurata la chiesa medievale con tetto a capanna, disposta con l'abside ad oriente e il lato sinistro lungo via Palazzuolo. La facciata (nell'attuale via di San Paolino) aveva un solo portale centrale, due monofore laterali, ed un occhio centrale superiore; le dimensioni complessive in pianta ed in altezza si suppone dovessero essere circa metà delle misure odierne.
Tale assetto della chiesa fu probabilmente dovuto non ad un ordinamento unitario, ma a fasi di sviluppo successive nel tempo.
Papa Leone X soppresse la collegiata a favore del Capitolo di Santa Maria del Fiore, in modo da accrescere il prestigio della cattedrale di Firenze. A testimonianza sono gli stemmi conservati sulla facciata: al centro lo stemma pontifìcio, tra lo stemma del cardinale Giulio di Giuliano de' Medici arcivescovo di Firenze (cugino di Leone X e futuro papa Clemente VII), e quello del Capitolo Fiorentino.
Dopo avere ospitato dal 1529 i Minori Osservanti di San Francesco, per volere della Repubblica e del Capitolo Fiorentino, nel 1618 il padre Domenico dei Carmelitani Scalzi ottenne dal Granduca Cosimo II, e con rinuncia del Capitolo della Cattedrale, la prioria di San Paolo per fondarvi un convento dell'Ordine. In quegli anni furono effettuate alcune opere di ristrutturazione alla chiesa.
Il complesso poteva essere facilmente adattabile alle norme dimensionali stabilite dalle Costituzioni del 1605.

Chiesa di San Paolo Apostolo,  Progetto per la facciata di San Paolino dell'Architetto G.B. Balatri. Archivio Storico dei Padri Carmelitani, sezione dedicata a San PaolinoIl primo progetto di adeguamento della chiesa (1621-22) mostra un'unica navata rettangolare senza cappelle laterali, con la zona presbiteriale rialzata e il coro semicircolare.
La facciata aveva presumibilmente un portale principale e due ingressi laterali. Un successivo progetto nel 1636 prevedeva l'ampliamento del convento, divenuto sede del collegio teologico (1629). Durante quel periodo furono realizzate varie opere di ristrutturazione alla chiesa e la pianta venne parzialmente ampliata, mantenendo la forma rettangolare articolata in tre distinti ambienti: la navata, il presbiterio ed il coro con abside semicircolare.
La ricostruzione della chiesa di San Paolo fu decisa nel 1667, quando padre Cesario di Gesù reperì i fondi economici necessari per i lavori. Il progetto architettonico della nuova chiesa, ruotata di 90° rispetto alla precedente e riedificata nelle attuali forme tra il 1669 ed il 1693, fu opera di Giovan Battista Balatri, e approvato il 29 aprile 1667, come attesta il disegno originale conservato in loco presso l'Archivio dei Padri, che presenta una scritta autografa:
"Io Gio. E.a Balatri Arch.to Fiorentino approvo il presente disegno e la distribuzione di esso e si potrà il tutto eseguire con l'operazione, et in fede mano propria".
L'architetto della corte medicea Giovan Battista Balatri (1627-1669), nipote di Matteo Nigetti, era tra i più autorevoli personaggi fiorentini del tempo. Tra i principali incarichi, la Cappella dei Principi in San Lorenzo (prima come assistente del Nigetti, e successivamente come responsabile dei lavori) e la chiesa della SS. Annunziata.
Il progetto per la chiesa di San Paolino denota l'influenza in particolare della chiesa dei Santi Michele e Gaetano a Firenze del Nigetti, e l'influenza dello sche­ma del Gesù di Roma. Seguendo i canoni tipologici e dimensionali imposti dall'Ordine Carmelitano, la chiesa presenta una unica navata coperta da volta a botte, con quattro cappelle per ciascun lato a cupola, presbiterio e coro semicircolare coperto a cupola; misura 50 metri in lunghezza per 12 in larghezza nel corpo, fino a 21 metri includendo le cappelle laterali, la cupola è alta 31 metri.
La quota del pavimento del nuovo edificio risulta superiore rispetto a quella precedente all'altezza della strada.
Responsabile dei lavori, che iniziarono il 24 agosto 1669 e terminarono nell'ottobre 1693, fu Padre Antonino di S. Martino, il corpo della chiesa fu opera del Maestro Francesco Masini, la cupola di Messer Bastiano Messeri, e il Padre Carmelitano Cesarie Ilarioni si occupò dell'organizzazione generale.
La sagrestia è un'ampia aula rettangolare, preceduta dall'antisagrestia, e con vano posteriore retrosagrestia.
Le decorazioni interne, gli altari e gli arredi sono in sobrio stile barocco.
Nel 1779, in seguito alla costruzione della cantoria rialzata nella parete della controfacciata, venne realizzato un endonartece con funzione di collegamento interno.
Dopo le soppressioni del 1810 (Editto Imperiale di Napoleone del 25 aprile 1810) e del 1866 (Regio Decreto del 7 luglio 1866, n. 3036), l'Ordine dei Carmelitani Scalzi ha successivamente riacquisito dall'Azienda del Presto una parte del convento, mentre la chiesa è stata inclusa nel Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno.
Nell'archivio storico dei Padri Carmelitani Scalzi, è conservato il progetto del Balatri per la facciata, non realizzato per motivi economici.
Il prospetto mostra i caratteri di sobrietà e di semplificazione formale predicati dall'Ordine e secondo i modelli controriformistici elaborati a Roma: la facciata è disposta su due ordini separati orizzontalmente da una trabeazione; l'ordine inferiore è ripartito da semicolonne corinzie binate impostate su un alto plinto, ed un unico portale centrale sormontato da un timpano triangolare.
Sopra la trabeazione è il secondo ordine, raccordato lateralmente con volute decorate a motivi floreali, due semicolonne binate proseguono superiormente in asse con quelle inferiori, ed inquadrano un finestrone rettangolare con soprastante timpano semicircolare. Il coronamento superiore riprende la forma semicircolare nella quale viene inserito un imprecisato stemma, concluso con una croce.
La facciata a rustico corrisponde all'antico fianco sinistro della chiesa, come attestato sia dalla muratura a filaretto di piccole bozze, completata superiormente in modo più incongruo, che dalla mono-fora gotica accecata, tuttora percepibile nel lato sinistro della facciata.
Le fasi successive di modifiche strutturali dell'edificio sono documentate dall'apparato murario esterno, poiché la facciata non venne intonacata come previsto dal progetto dell'architetto Balatri.
I tre periodi di edificazione sono evidenti nella stratigrafia delle pietre: la parte inferiore più antica di epoca romanica con il paramento in conci rettangolari posizionati a filaretto, la muratura gotica con bozze di forma più quadrata e la finestra monofora accecata; la parte superiore mostra il paramento barocco misto pietra- laterizio che ingloba tre finestroni tamponati, per una facciata che non sarebbe dovuta rimanere al "grezzo", cioè in muratura a vista.
Una quarta finestra, posta sull'asse del portale mediano e più alta delle precedenti, fu chiusa per la costruzione della cantoria e dell'organo nel 1779.
I tre portali di facciata, il centrale di dimensioni maggiori ed i due laterali, sono riquadrati in pietra serena.
Superiormente sono disposti i tre stemmi in marmo precedentemente descritti: al centro lo stemma di Papa Leone X, a destra quello dei Canonici del Duomo, a sinistra del Cardinale Giulio de' Medici.
Nella porzione superiore della facciata sono due piccole aperture, in asse con quelle laterali che danno luce alla terrazza coperta costruita nel 1817.
Sopra il portale centrale, una lunetta di fattura Quattrocentesca in terracotta policroma invetriata di colore bianco su fondo azzurro, della bottega di Andrea della Robbia, con stemma dei Pandolfini, rappresenta tre delfini entro una ghirlanda di foglie, retta da due angioletti.

Bibliografia:
L. Pescatori (a cura di), La chiesa di San Paolo Apostolo a Firenze detta di San Paolino. Restauri Recenti. Firenze, Polistampa 2008. 

Chiesa di San Paolo Apostolo a Firenze detta di San Paolino, Veduta della facciataChiesa di San Paolo Apostolo,  Progetto per la facciata di San Paolino dell'Architetto G.B. Balatri. Archivio Storico dei Padri Carmelitani, sezione dedicata a San PaolinoChiesa di San Paolo Apostolo a Firenze detta di San PaolinoChiesa di San Paolo Apostolo a Firenze detta di San Paolino, veduta della facciataChiesa di San Paolo Apostolo a Firenze detta di San Paolino, Stemmi in marmo della facciata principale