Sagrestia Nuova

Basilica San Lorenzo, Sagrestia Nuova -  esterno
Localizzazione
: Firenze
Proprietà: Demaniale

Tipo di intervento: Consolidamento strutturale e restauro della lanterna michelangiolesca 
Inizio lavori: 1999
Fine lavori: dicembre 2002

Progettazione e Direzione Lavori : arch. Alessandra Marino,
                                                 arch. Vincenzo Vaccaro 
Collaborazione al progetto e Direzione operativa: Franco Vestri
Assistente operativo: Mauro Masini
Imprese esecutrici: Figli di Augusto Lorenzini s.p.a.
                                 Cellini s.r.l.
                                 Ludovica Niccolai
                                 Andrea Fedeli
                                 F.lli Mariani

Finanziamento: Ministero per i Beni e le Attività Culturali


Inquadramento storico

Prototipo riconosciuto dell'architettura manierista, la Sagrestia Nuova di San Lorenzo fu progettata ed avviata da Michelangelo tra il 1515 e il 1525, ma completata nello stesso secolo da Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati. Commissionata dal cardinale Giulio de' Medici e da papa Leone X come cappella-mausoleo per la propria famiglia, ha pianta quadrata coperta da cupola a cassettoni radianti, con membrature architettoniche in pietra serena che risaltano sul bianco delle pareti, secondo uno schema ripreso dalla Sagrestia Vecchia di Brunelleschi, ma interpretato con un'audace novità che rompe la tradizione classicista.
All'interno si ammirano i due famosi sepolcri medicei, che Michelangelo scolpì dal 1525 al 1534: il monumento a Lorenzo duca d'Urbino e il monumento a Giuliano duca di Nemours; manca, mai eseguito, il sepolcro di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano, le cui spoglie sono accolte in un basamento marmoreo sormontato dalla statua della Madonna con Bambino, dello stesso Buonarroti, tra i Santi Cosma e Damiano, secondo una probabile sistemazione vasariana.
L'infiltrazione di acque piovane ha sempre rappresentato una minaccia per la cupola della Sagrestia Nuova, interessata da lesioni già pochi decenni dopo la sua costruzione. Nel 1583 si previdero "alcune spese e particolarmente per rassettare la copertura della cupola della Sagrestia nuova e assicurare quella volta dell'acque". Così nella relazione di Giulio Parigi del 1621 si legge: "Si come anco stimo sia molto necessario raccomodar la cupola della sagrestia nuova dove sono sepolti ne' depositi il corpi de' Serenissimi Principi, la quale piove in molti lati et per esser lei lavorata per dentro di stucchi a risoni la pioggia infradiciata que' giessi e li fa caschare di quanto in quanto qualche pezzo".


Inquadramento tecnico

L'ultimo intervento di restauro e consolidamento si è reso necessario ed urgente in seguito alla caduta, nel gennaio del 1999, di un frammento di marmo dall'interno del lanternino.
Sulla superficie intradossale della cupola si è intervenuti ricostruendo alcuni elementi del cassettonato, consolidati con armature metalliche, e alcune porzioni di intonaco ammalorato, precedentemente rimosse. Le lesioni, le scalfiture e le lacune sono state stuccate; su tutte le superfici è stato infine applicato uno strato di fissativo, per consolidare e rigenerare il colore dell'intonaco originario.
Il consolidamento della superficie lapidea della lanterna michelangiolesca si è localizzato soprattutto nelle zone colpite da fenomeni di sfarinamento del marmo, successivamente protette con impacchi di ossalato d'ammonio. Si è proceduto, quindi, al restauro, consolidamento e rimontaggio della cuspide della lanterna, composta da croce e palla metallica. Inoltre, sono state rimosse accuratamente tutte le stuccature tra i giunti dei numerosi elementi marmorei componenti la lanterna e successivamente rifatte con materiali diversificati rispondenti ad esigenze di elasticità e resistenza all'acqua e soprattutto alle forti escursioni termiche che si verificano sulla lanterna.
Infine, si è recuperato il manto loricato della cupola attraverso l'asportazione manuale delle malte di allettamento incoerenti e il fissaggio delle singole tegole con perni in acciaio inox. L'intervento si è concluso con la stuccatura superficiale ed il rifacimento del colore secondo la cromia dell'elemento in cotto.

Basilica San Lorenzo, Sagrestia Nuova Basilica di San Lorenzo, Sagratia Nuova, esterno del cantiereBasilica San Lorenzo, Sagrestia Nuova, Lanterna michelangiolescaBasilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, parte terminale della lanterna durante le fasi di restauroBasilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, ponteggio interno sotto la lanternaBasilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, capitello della lanterna prima del restauroBasilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, capitello della lanterna dopo il restauroBasilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, intradosso della cupola prima del restauro (part.)Basilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, intradosso della cupola dopo il restauroBasilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, manto loricato della cupola prima del restauro (part.)Basilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, manto loricato della cupola dopo il restauro