Cappella dei Principi


Localizzazione
: FirenzeBasilica di San Lorenzo, Cappella dei Principi
Proprietà: Demaniale

Tipo di intervento: Consolidamento strutturale e restauro dei paramenti marmorei

Inizio lavori: 2000
Fine lavori: in corso

Progettazione e Direzione lavori: arch. Vincenzo Vaccaro
Collaborazione al progetto e Direzione operativa: Franco Vestri
Assistente operativo: Mauro Masini
Imprese esecutrici: Figli di A. Lorenzini S.p.a. (opere cat. OG2);
                                 Cellini Srl (opere cat. OS2)

Finanziamento: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 


Inquadramento storico

La basilica di San Lorenzo è stata edificata sui resti della chiesa paleocristiana consacrata dal vescovo di Milano, Ambrogio nel 393 dell'era cristiana.
L'attuale complesso è frutto del genio di Filippo Brunelleschi che, per conto della famiglia Medici, ebbe l'incarico della costruzione della basilica. Questi riuscì a completare la Sagrestia Vecchia (1428) e progettò e diresse il cantiere fino alla sua morte (1446). L'opera fu continuata dai suoi seguaci e principalmente da Antonio Manetti. Michelangelo lavorò alla Sagrestia Nuova dal 1520 al 1534 realizzandone la struttura e il ciclo di sepolture che la caratterizzano.
Ma è la Cappella dei Principi che emerge nel paesaggio fiorentino, con una grande cupola seconda solo a quella di Santa Maria del Fiore. La Cappella nasce come mausoleo della famiglia Medici, che la vuole come simbolo del potere della dinastia. Dopo il concorso che vide prevalere il progetto di Matteo Nigetti e di Giovanni de' Medici su quello del Buontalenti e del Silvani, la costruzione fu condotta dal 1605 al 1640 dallo stesso Nigetti che ne completò la struttura al "grezzo". Successivamente i lavori subirono un forte rallentamento, fino a quando, nel 1740, l'ultima rappresentante di casa Medici, Anna Maria Luisa, l'Elettrice Palatina, volle completare l'imponente mausoleo. Furono i fratelli Ferdinando e Giuseppe Ruggieri che proseguirono i lavori apportando notevoli cambiamenti alla fabbrica già realizzata dal Nigetti, realizzando su ogni lato della Cappella un'apertura che ampliava le preesistenti finestre centinate, tamponando gli oculi disposti all'imposta della volta.
Il modello ligneo conservato all'interno della Cappella descrive compiutamente il progetto dei fratelli Ruggieri che prevedeva il completamento della cupola con la spartitura del rivestimento in cotto con otto costoloni marmorei fino a concludersi in una lanterna che riproponeva sostanzialmente l'immagine della vicina cupola brunelleschiana.
La morte nel 1743 dell'Elettrice Palatina lasciò incompiuto il progetto dei Ruggirei e tutti i lavori di completamento della fabbrica procedettero con estenuante lentezza, prima nel 1821 con la chiusura della cupola con un lanternino a vetri compiuto dal Cacialli, poi con la decorazione a fresco delle otto vele realizzata da Piero Benvenuti, direttore dell'Accademia di Belle Arti, infine con la pavimentazione in marmi policromi che iniziata nel 1874 dal Marchionni fu conclusa negli anni '60 del Novecento dal Bartoli.
Ma la Cappella dei Principi è universalmente conosciuta come un trionfo della manifattura fiorentina delle Pietre Dure per la ricchezza e il fulgore del suo interno. L'immagine e la suggestione di chi si trova nella vasta sala è di un'ampiezza maggiore di quella reale. Sulle pareti gli stemmi delle città del Granducato sedi di diocesi realizzati in pietre dure e materiali pregiati (diaspri, alabastri, quarzi, lapislazzuli, coralli, madreperle) fanno da cornice ai cenotafi dei granduchi posti nelle edicole perimetrali. L'impressione definitiva è quella del potere e della magnificenza della casa Medici.

 


Inquadramento tecnico

Il cedimento di due conci di chiave della volta sulla cappella di sinistra, con la conseguente caduta di parti del rivestimento marmoreo, metteva in luce l'estremo stato di degrado del sistema strutturale di ancoraggio del paramento marmoreo. Il rivestimento della Cappella è, infatti, collegato alla compagine muraria con un sistema di pendini metallici che creano un'intercapedine di vario spessore.
Il primo intervento è consistito nella costruzione di un ponteggio provvisionale di puntellamento e nell'installazione di un sistema di monitoraggio che permettesse di controllare complessivamente la struttura della Cappella.
L'intervento di restauro ha avuto inizio con lo smontaggio del rivestimento marmoreo, composto da blocchi di pietra serena di dodici centimetri di spessore sui quali sono collocati con staffe e pece greca i marmi policromi dello spessore di tre centimetri. Il peso di ogni pannello supera i cento chili e la residua stabilità di tutta la struttura è affidata all'effetto di contrasto operante tra pannello e pannello, ciò ha richiesto la costruzione in opera di strutture a tralicci metallici che fungessero, non solo da sostegno, ma anche da centine guida per un corretto posizionamento durante le opere di rimontaggio.
A tal fine sono stati eseguiti grafici a grandezza naturale dividendo la superficie delle tre vele che disegnano l'abside della cappella dove è collocato l'altare, in quadrati di quaranta centimetri di lato. Per delineare queste superfici, sono state battute delle corde (con polvere bianca) mantenendo le corde in piano e in piombo. La divisione degli spazi è stata poi riportata su di un grafico su cui sono stati identificati i singoli blocchi che costituiscono la vela partendo dalla base della stessa fino alla sommità. Su di un ulteriore grafico sono poi state riportate tutte le stuccature, le fratture, le staffe e le ulteriori parti metalliche presenti.
Il pessimo stato di conservazione dei supporti in pietra serena di grande spessore ha condotto poi a progettare la sostituzione degli stessi per poter riposizionare i marmi restaurati e garantirne la stabilità nel tempo.
A pulitura ultimata si è proseguito con la stuccatura, effettuata con grassello di calce e polvere di marmo per ricostruire le zone dove erano state tolte le vecchie stuccature ormai alterate. Infine su queste stuccature è stato applicato un velo composto da grassello di calce e polvere di marmo fine, per consentire una perfetta levigatura finale tramite carte diamantate a basso potere abrasivo. È stato poi eseguito il ritocco pittorico, effettuato con velature di colori acrilici, andando ad uniformare tutte le fughe interne, fratture e mancanze, sia come basi che come venature, nei toni come in originale, per una maggiore continuità visiva, riproponendo ogni sfumatura, venatura marmorea per ogni singola superficie, facendo attenzione a non superare i toni dettati dall'originale e calcolando l'alterazione a cui è soggetto il restauro dopo due mani di inceratura.
La fase finale ha visto il rimontaggio dei pannelli marmorei nella posizione originaria all'interno della rispettiva vela, agganciandoli alle nuove staffe regolabili in acciaio, precedentemente posizionate e fissate alla struttura muraria.

 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali |Credits

Cappella dei PrincipiBasilica San Lorenzo, Cappella dei Principi  Basilica San Lorenzo, Cappella dei Principi,  veduta del cantiere dall'altoBasilica San Lorenzo, Cappella dei Principi, strutture provvisorie di sostegnoBasilica San Lorenzo, Cappella dei Principi, nuovi telai di supporto del rivestimento marmoreoBasilica San Lorenzo, Cappella dei Principi, rivestimento marmoreo durante le fasi di rimontaggio (part.)Basilica San Lorenzo, Cappella dei Principi, stuccatura tra i pannelli rimontatiBasilica di San Lorenzo, Cappella dei Principi, restauro pittorico delle stuccatureBasilica San Lorenzo, Cappella dei Principi, fase del restauro pittorico della vela rimontata