La Pala dell'Assunta di Santi di Tito

Santi di Tito, Assunta, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna



Soggetto
: Assunzione della Vergine
Autore: Santi di Tito, 1587
Tecnica: Olio su tavola
Localizzazione: Scarperia – Chiesa di Santa Maria a Fagna
Dimensioni: 350x235
Proprietà: Ecclesiastica 
Tipo di intervento: Restauro conservativo e pittorico
Inizio lavori: 2008
Fine lavori: 2009
Alta Sorveglianza: Claudio Paolini
Restauro: Consorzio C.E.R., Firenze (Lisa Venerosi Pesciolini, Lucia Ricciarelli) 
Indagini diagnostiche: Fluorescenza X (XRF) ENEA Roma (Claudio Seccaroni, Pietro Maioli)
Finanziamento: Banca di Credito Cooperativo del Mugello,
Comunità della pieve di Fagna



 


Inquadramento storico


Benché il suo nome non sia cosi conosciuto dal grande pubblico come quello di altri pittori, Santi di Tito è stato uno degli artisti più rappresentativi nella Firenze della seconda metà del Cinquecento. Egli comprese che gli slanci del Manierismo avevano terminato il loro ruolo di rinnovatori ed era tempo di tornare ad una più asciutta semplicità e al recupero di un'espressione narrativa più composta e pura. L’Assunta di Santa Maria a Fagna (firmata e datata, 1587) è opera chiave della sua riflessione sui temi dell'umanità e del sentimento, nuovi dettami della religiosità contro-riformata. Questa Pala (e non una tela, che il Santi preferiva per le committenze 'minori') il cui restauro ha rivelato gli splendidi toni chiari e luminosi del colore che erano stati offuscati da secoli di polvere, tarli e terremoti, mostra come il pittore, pur nella semplicità della disposizione dei personaggi e nella apparente 'asciuttezza' della narrazione, abbia utilizzato l'esperienza accumulata nell'arco dei decenni anche per una commissione apparentemente 'minore' quale quella di una Comunità provinciale come quella fagnese, realizzando un'opera non banale né 'di bottega', come talvolta era portato a fare, vista la gran quantità di commissioni a cui si trovò a lavorare in virtù della propria fama. Santi di Tito, L'Assunzione della Vergine, Pieve di S. M. a Fagna, part.Il dipinto ha rivelato alcune particolarità iconografiche: tra santi riconoscibili, come San Pietro, San Tommaso, San Giacomo Maggiore e San Giovanni Evangelista, ve ne sono alcuni rappresentati solo con brevi dettagli, come una testa della quale si vede solo un orecchio ed un'altra della quale si nota solo un occhio. Ascoltare la Parola e comportarsi come se si fosse sempre sotto l’occhio divino sono due dei messaggi che con maggiore forza la Chiesa Contro-riformata propone quale comportamento virtuoso del fedele. Nel suo insieme, la grande Pala d'altare vuole evidenziare il ruolo salvifico della Ecclesia, nel suo duplice aspetto di Madre, della quale la Vergine è simbolo, e di Comunità, raffigurata dagli Apostoli e dal coro di Angeli nonché dalla probabile presenza del committente stesso, forse l'antico pievano Giuliano Dei (1583-1607), raffigurato in un angolo con espressione compunta. Non a caso la figura di San Pietro/Ecclesia - cui il restauro ha donato nuovo vigore - ha una forza espressiva maggiore di quella degli altri apostoli, ponendosi, con una mano al Cielo e l'altra sul Libro, quale vero mediatore tra Uomo e Dio.



Inquadramento tecnico


Nel 1587 Santi di Tito firmava la Pala dell'Assunta della Pieve dì Santa Maria a Fagna, per l'altare maggiore della Chiesa. Nel 1781 la troviamo invece nella collocazione attuale, sul primo altare della navata sinistra. Lo spostamento, avvenuto con ogni probabilità nel corso degli imponenti lavori di risistemazione della Pieve nel terzo decennio del Settecento, ha segnato un momento importante (in negativo) per la conservazione dell'opera. Infatti, oltre alla sagomatura della parte superiore secondo la forma "più moderna" del nuovo altare, fu adottato un sistema di ancoraggio alla parete veramente invasivo: delle staffe in ferro inserite nel muro, furono rigirate sul dipinto ed infossate nel colore fino alla deformazione del legno; assicurata cosi la pala alla parete, vi fu "gettata" sopra una cornice a calce e sabbia senza curarsi del fatto che la malta si sarebbe inevitabilmente "aggrappata" alla pittura, corrodendola. Nel momento in cui la pala è stata rimossa dalla parete per il restauro, si è rivelata l'entità dell'attacco degli insetti xilofagi: importanti erano le zone di erosione e di frantumazione del legno: la traversa superiore aveva ormai una consistenza spugnosa e quindi non più funzionale da molto tempo. L'erosione del legno, insieme alle deformazioni delle assi, aveva provocato alcune fenditure passanti la superficie pittorica. Altri danni erano stati causati da uno sconsiderato uso secolare di candele poste ai piedi dell'opera e spente senza accortezza, soffiando la cera calda - con le sue sostanze acide - sul dipinto e quindi provocando l'irreversibile alterazione del colore in corrispondenza.
La situazione, quindi, era molto compromessa ed ha comportato una serie di operazioni importanti, come la sostituzione delle traverse e la disinfestazione per anossia; il legno è stato consolidato quanto più possibile con iniezioni di Paraloid B 72. Per quel che riguarda la stesura pittorica, la tecnica di Santi a questa data è veloce, a larghe campiture, sommaria nelle zone in ombra o nei piani secondari, ma si definisce con più dettagli nei primi piani. Le indagini in fluorescenza a raggi X (XRF) hanno scoperto che questo linguaggio pittorico si avvale di una scelta precisa nell'impiego della tipologia dei colori : ovvero, Santi di Tito, Assunta, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna (part.)per arretrare le figure nei piani di fondo egli smorza la vivacità delle campiture cromatiche dei primi piani, con l'aggiunta di terre; oppure, al contrario, per evidenziare alcune volumetrie dei primi piani, si aiuta rinforzando con una linea disegnata a pennello il loro profilo. Tipico di Santi di Tito è l'uso dello smaltino – “un vetro potassico fortemente colorato di azzurro per la presenza di cobalto” - che per naturale alterazione, è poi virato in modo irreversibile verso il grigio, come nel caso, per esempio, della veste di San Giovanni.
Il coacervo di sporco coerente e di residui di vernice alterata che mortificavano la lettura della pittura, sono stati rimossi con una pulitura di superficie eseguita con emulsioni acquose e gel solventi selezionati dopo attenti tests. L'asportazione della cera è stata eseguita in una fase operativa differente: con un termocauterio è stato applicato calore localmente attraverso un panno di cotone per un numero di secondi stabilito. Le macchie residue sono state asportate in maniera meccanica con il bisturi e lenti stereoscopiche. Di fondamentale importanza è stata l'indagine condotta dall'ENEA di Roma grazie al contributo della Comunità parrocchiale. Essa ci ha permesso di leggere in maniera corretta alcune parti che sembravano anomale e quindi passibili di un'interpretazione sbagliata, con la conseguente possibilità di fare scelte operative che avrebbero potuto mistificare il linguaggio di Santi. L'alterazione dello smaltino, steso a velatura, è ancora il responsabile della strana apparenza della veste dell'apostolo inginocchiato in primo piano, che sembra "sporcata" da ridipinture incoerenti laddove è stata volutamente rivisitata da pennellate estemporanee del pittore.Rimane un interrogativo, non del tutto chiarito dalle analisi, sul trattamento delle cangianze azzurre del manto rosato di San Giacomo: non tanto per il contrapporsi Santi di Tito, Assunta, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna (part.)violento dei due colori, soluzione piuttosto consueta per Santi di Tito, quanto per l'insolita stesura 'piatta' del colore.Rimaniamo perciò con il dubbio se si tratti di "riprese" di parti danneggiate o alterate, eseguite magari in occasione dello spostamento settecentesco, oppure se siano di mano di colui che con il pennello ha scolpito sulla pietra "SANCTES TITIUS F. 1587".







Bibliografia

La Pala dell’Assunta di Santi di Tito, 1587. Presentazione del restauro, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna, 26 luglio 2009, (Brochure con testi di Lisa Venerosi Pesciolini, Sara Piccolo Paci)

Santi di Tito, L'Assunzione della Vergine, Scarperia, Pieve di Santa Maria a FagnaSanti di Tito, L'Assunzione della Vergine, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna (particolare prima del restauro)Santi di Tito, L'Assunzione della Vergine, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna (part.)Santi di Tito, L'Assunzione della Vergine, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna (part.)Santi di Tito, L'Assunzione della Vergine, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna (part.)Santi di Tito, L'Assunzione della Vergine, Scarperia, Pieve di Santa Maria a Fagna (part.)