Cattedrale di Pescia

 Cattedrale di Pescia, Facciata, Pescia, Pistoia

Localizzazione
: Pescia (Pistoia)
Proprietà: Ecclesiastica

Tipo di intervento: Restauro della facciata
Inizio lavori: 2007
Fine lavori: 2009

Progettazione e Direz. lavori: arch. Franco Filippelli
Ispettore di Cantiere: Michele Di Mare

Impresa esecutrice: Mugelli Costruzioni s.r.l., Firenze

 

 

 

 


Inquadramento storico

Cattdrale di Pescia, la facciata prima del suo completamentoL'edificio medievale originario risale al IX secolo. La sua principale trasformazione avvenne a metà del Seicento, quando i canonici del Duomo decisero di ingrandirne l'aula e il presbiterio. Nel corso dei lavori il 18 ottobre 1671 la cupola per problemi statici cadde; i lavori di ricostruzione furono affidati all'architetto Antonio Ferri. Al  suo progetto del 1684 seguirono i lavori che si conclusero nel 1689.
Oggi comunque possiamo ancora ammirare, a testimonianza dell'età medievale, gli archetti cechi che si trovano ai lati esterni della chiesa. Il 19 febbraio 1699 Pescia venne innalzata a rango di città per l'autorevolezza delle elites pesciatine, la floridezza della produzione agricola, la ricchezza delle attività manifatturiere, e per la qualità dell'abitato costituito da palazzi, da torri e dalla maestosa Cattedrale. Il Duomo all'interno mostra un'architettura elegante e severa, tre cappelle per parte si affacciano sull'ampia navata coperta da una volta a vela. Importanti cornicioni, capitelli e paraste scandiscono un ambiente armonico solenne arricchito, nel corso del tempo da decorazioni di gusto barocco: altari, rivestimenti marmorei, stucchi dipinti e lapidi. Di particolare rilievo è la terza cappella da sinistra, appartenente alla famiglia dei Cecchi, in cui si conservano due monumenti funebri simmetrici, in marmo bianco e nero; fu impreziosita agli inizi del XVIII secolo con marmi policromi e stucchi dorati, qui è conservata una pregevole tela del pittore Anton Domenico Gabbiani, raffigurante il Martirio di San Lorenzo. Altra importante testimonianza architettonica è la cappella dei Turini, illustre famiglia pesciatina legata ai Medici. Fu realizzata all'inizio del cinquecento, su disegno di Baccio d'Agnolo, per ospitare un famoso quadro di Raffaello, la Madonna col Baldacchino, oggi conservato a Palazzo Pitti, sostituito da Ferdinando III de' Medici con una copia del pittore Pietro Dandini.   

La facciata rimase incompiuta per due secoli; nella parte inferiore si potevano ancora ammirare i resti in Pescia, La Cattedrale, il cantiere di completamento della facciatapietra dell'antica Pieve. Il capitolo del Duomo nel 1892, a seguito degli esiti di un concorso nazionale, incaricò l'Architetto aretino Giuseppe Castellucci  per il progetto di completamento della facciata. Il suo lavoro da un punto di vista architettonico è il risultato del suo eclettismo. Castellucci ideò una ricca partitura con colonne, paraste, e cornici impreziosita da finiture in pietra rosa. La facciata in stile neoclassico fu completata nel 1933 con un grande portale in marmo.  
Per la scelta dei materiali lapidei furono individuate due cave di pietra locali: quella di San Lorenzo a Cerreto, frazione di Pietrabona, dalla quale si prelevò la pietra per il rivestimento, le colonne, le paraste; l'altra di Monsummano che fornì la pietra rosa usata per le decorazioni della facciata. I lavori ebbero fine nel 1903. Il contratto sottoscritto dalla Sig.ra Natali Genny, proprietaria della cava di San Lorenzo, è custodito negli uffici della Diocesi;  con questo la signora si impegnava a fornire il materiale necessario al cantiere della Cattedrale ed a chiudere lo stabilimento alla fine dei lavori.

 


Inqudramento tecnico

Cattedrale di Pescia, particolare della facciata in corrispondenza dell'elemento crollatoIl 16 luglio 2007, alle ore sei del mattino un elemento di rivestimento della facciata, posto nella parte superiore a quasi 28 metri di altezza si è staccato fermandosi sul cornicione sottostante. Per le dimensioni considerevoli: circa mt. 2,00x1,00x0,80 di altezza, una mensola di gronda si è staccata precipitando sulla cornice sottostante. A seguito di questo evento la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici ha eseguito un primo intervento per l'eliminazione del pericolo e la ricollocazione in opera del fregio. È stata redatta una perizia di spesa per €. 200.000,00. L'intervento ha comportato il puntellamento di tutta la struttura e la chiusura al traffico la strada antistante, deviandolo sulla vicina piazza del Duomo. La facciata della Cattedrale, si presentava in condizioni di profondo degrado per il pericolo di ulteriore caduta di frammenti lapidei e di elementi strutturali ormai compromessi dalle continue infiltrazioni di acque piovane,  dall'inquinamento prodotto dai gas di scarico degli autoveicoli ed inoltre dalle sollecitazioni prodotte dal transito di automezzi pesanti.
Le lastre di rivestimento del paramento murario avevano perso di consistenza per la quasi totale mancanza di malta di congiunzione e per il deterioramento dei perni di fissaggio.
L'intervento di restauro, inizialmente ha comportato la ricollocazione della porzione caduta sull'architrave inCattedrale di Pescia, Elemento del rivestimento crollato sommità della facciata principale della Cattedrale. Per tali distacchi si sono inseriti sia nella cornice in pietra che nei frammenti staccatisi dalla medesima, dei perni in acciaio inossidabile incollati con resine epossidiche.
L'ulteriore fase ha riguardato il materiale lapideo, in particolare la fermatura e consolidamento di tutte quelle parti interessate da grave decoesione superficiale e per le quali esisteva pericolo di ulteriori distacchi di pietra.

Successivamente si è proceduto alla spolveratura di tutta la parte interessata al restauro con pennelli a setole morbide. Pulitura preliminare con acqua demineralizzata e tamponature con cotone idrofilo imbevuto di solvente appropriato per le zone che presentavano depositi di sporco di natura grassa. Per la rimozione di depositi di sporco più consistente. Nelle zone preconsolidate si è eseguita pulitura con microsabbiatrice; sono stati rimossi con bisturi dei depositi di guano, precedentemente ammorbiditi con impacchi di acqua demineralizzata; quindi sono state consolidate tutte le zone interessate da decoesione superficiale mediante applicazione ad iniezione o a pennello di silicato di etile, riadesione delle scaglie sollevate, rimozione delle malte incoerenti e sostituzione di nuova malta di calce e sabbia di fiume; sigillatura delle fessure e delle microfessure con calci e polveri di granulometria particolarmente fine. Nei casi in cui fra il paramento esterno e la muratura si era formata un'intercapedine per spostamento o caduta del materiale legante, si è riempita la cavità con malte iniettate, dopo di che si è provveduto all'ancoraggio con perni.
Tutte le superfici sono state protette con applicazione a spruzzo o a pennello di un prodotto a idrorepellente, nella quantità stabilita dalle prove di assorbimento ponendo attenzione a evitare colorazioni o effetto lucido alla superficie lapidea.
Infine è stata ripristinata la mantellina di protezione superficiale del marcapiano e della cupola in sommità.

  

Restauro presentato al "Salone dell'Arte e del Restauro di Firenze 2009"

 

 

Cattedrale di Pescia, Rilievo della facciataCattedrale di Pescia, la facciata prima del suo completamentoPescia, La Cattedrale, il cantiere di completamento della facciata.jpgCattedrale di Pescia, FacciataCattedrale di Pescia, Elemento del rivestimento crollatoCattedrale di Pescia, particolare della facciata in corrispondenza dell'elemento crollatoCattedrale di Pescia, Il degrado della facciata, part.Pescia, Cattedrale di PesciaCattedrale di Pescia, il cantiere di restauroPescia, Pianta della cattedrale copiaLa Cattedrale di Pescia, panorama