Chiesa di San Niccolò ad Agliana

Chiesa di San Niccolò ad Agliana, facciata principale
Localizzazione:
Agliana (Pistoia)
Proprietà: Ecclesiastica

Tipo di intervento: Recupero statico e restauro della facciata
Inizio lavori: 2009
Fine lavori: 2009

Alta Sorveglianza: Arch. Stefano Veloci
Progetto e Direz. Lavori: Arch. Pier Gino Mangoni
Progetto strutturale: Prof. Ing. Enrico Mangoni            

Imprese Esecutrici
Opere murarie:
Della Corte David, Agliana
Opere pittoriche: Agostini Restauri opere d'arte, Quarrata


Inquadramento storico


La Chiesa di San Niccolò ad Agliana in una foto d'epocaLa chiesa di san Niccolò fu elevata alla dignità di pieve con decreto emanato il 30 aprile 1727 dal vescovo Colombino Bassi. Un atto che conferiva autonomia ecclesiastico-amministrativa in quanto si distaccava di fatto dalla pieve di sant’ Ippolito in Piazzanese dalla quale dipendeva sin dal 1274. Questa notizia viene tratta dai registri delle decime dove alla "ecclesia S. Nicolai de Alliana" viene attribuita una rendita di lire 66 e soldi 10. Un’antica memoria di San Niccolò si ha relativamente alla partecipazione del suo rettore tale padre Tavedus al Sinodo pistoiese del 1313 celebrato dall'allora vescovo Ermanno.
Attualmente della vetusta chiesa ricordata dai documenti non rimangono tracce visibili. L'edificio come oggi si presenta è il risultato di una radicale ristrutturazione commissionata dal sacerdote Benedetto Montardi di Quarrata che fu rettore a San Niccolò dal 1695 al 1715. Delle antiche strutture solo la massiccia torre campanaria resta la parte meno rimaneggiata.
Su di un alpide in pietra un'iscrizione datata 5 giugno 1707, oggi nel corridoio della vecchia sacrestia, ricorda la consacrazione della chiesa completamente rinnovata ed il nome di colui che ne curò la costruzione.
Sulla facciata attuale in due nicchie sono collocate due lastre di marmo, in una di queste si leggono i nomi dell'architetto che delineò la forma della facciata e che lavorò insieme ad altri, Ferdinando Gai. In pratica il Gai preparò lo studio della facciata per se e per gli atri architetti.
La facciata in stile neoclassico è caratterizzata da due avancorpi laterali poco sporgenti che formano la base per le trabeazioni ed il frontone finale. La parte centrale leggermente incassata è caratterizzata dal portale di ingresso e dall'arcone sovrastante. Il frontone è arricchito da cornici e mensole, la parte sottostante è più semplice con cornici che scandisconoChiesa di San Niccolò, La Madonna, San Niccolò ed una suora, lunetta della facciata principale le varie sezioni.
Sotto l'arcone è presente una lunetta a tutto sesto con tracce del dipinto raffigurante la madonna, il santo Niccolò ed una suora.
Sotto il timpano lavorato, su una parte liscia che corre per tutta la facciata è stata eseguita una scritta in latino dipinta a finto sbalzo, riportante la dedica "Deo e divo Nicolao dicatum".
La facciata comunque è suddivisa in tre parti distinte la parte in alto con timpano lavorato in aggetto con mensole e cornicione fortemente pronunciato con al suo interno quel che rimane di un rosone in stucco dipinto.
La parte intermedia evidenziata con un cornicione marcapiano presenta come detto due lievi nicchie che ospitano due lapidi in marmo a memoria della dedica eseguita, le due lapidi sono collocate ai lati estremi incassate su due montanti decorati in rilievo con finte bozze di arenaria. Ancora nella parte centrale la lunetta decorata.
La terza parte la più alta va da terra sino al cornicione marcapiano, con i due montanti laterali in finto bozzato a realizzare due nicchie che ospitavano altrettante statue, opera dello scultore Agresti, raffiguranti San Nicola e San Giuseppe con il Bambino, oggi rimosse e collocate all'interno della nuova chiesa.


Inquadramento tecnico 


Nella parte alta del timpano, il cornicione è molto sporgente è sorretto da mensoloni in laterizio intonacati

hiesa di San Niccolò, Agliana, Particolari dei lavori di rifacimento degli intonaci della mensola del timpanocon malta di calce. Le condizioni dei mensoloni si presentavano deteriorate ma per un buon 70% le parti originali sono state recuperate pulite e consolidate, le altre sono state riprese con nuove malte a calce naturale.
Le riprese pittoriche sono state portate a termine con stesura di una prima mano di tempera fatta a calce con colori a terra naturale in diluizione di acqua piuttosto abbondante con aggiunta di una resina acrilica al 2% atta a fissare e a rendere omogeneo l'assorbimento generale.
La seconda mano è stata eseguita a colore con tono definitivo. Per la scelta delle colorazioni bisogna dire che i resti apparivano molto alterati ed imbruniti e non è certo se possono essere considerati originali. Il colore degli stucchi invece è più verosimile ed il colore ricavato portava ad una tonalità di bianco stucco detto romano.
La terza mano è stata eseguita sempre a pennello detta di patinatura leggermente mossa, sopra a questa, ma solo nelle parti rifinite a stucco, è stata data una mano di protettivo fatto con silossani ed oligomeri liberi in soluzione di White spirit.
Al centro del timpano con cornice lavorata a stucco vi è dipinto un rosone, foto risalenti ai primi anni del ‘900 e piccoli frammenti di colore lasciavano supporre l’esistenza di una seconda pittura raffigurante un finto orologio.
Chiesa di San Niccolò ad Agliana, Rosone in stucco dipinto, facciata principaleIl rosone è stato dipinto su fondo bianco simile al marmo riproducendo i vuoti con colorazione nero patinato.
L'iscrizione presente in facciata lunga quasi quanto tutta l'intera facciata, riporta la dedica alla chiesa. È stata fatta su fondo dipinto di colore ocra chiaro con lettere in latino dipinte a sbalzo con coloritura in grigio e bianco. Sono state eseguite piccole stuccature dei buchi e delle lesioni presenti nella scritta con malta di calce naturale e alcune iniezioni consolidative all'interno dell'intonaco con resina acrilica in acqua demonizzata, si è poi proceduto alla ripresa pittorica.
Molte lettere erano visibili con facile lettura, solo la prima parte della frase era andata completamente perduta a causa della caduta di intonaco e dopo accurate ricerche fotografiche e grazie anche alla memoria di un anziano cittadino di Agliana, si è giunti alla ricostruzione dell'intera frase, successivamente è stato steso il protettivo.
L'intervento sul dipinto è stato portato a termine con una prima fissatura dello strato superficiale della pellicola del colore, quindi è stato possibile ripulire la superficie a mezzo di stesure a pennello di acqua con soluzione di carbonato di ammonio al 10% poi massaggiata e frizionata con pennelli in setola morbida ed infine risciacquata con acqua demineralizzata.
In alcune parti nella zona abrasa a causa di evidenti distacchi dell'intonaco sono state eseguite iniezioni prima di una soluzione di resina acrilica ed acqua demonizzata al 3% e poi con una miscela di acqua e calce naturale.
Tutte le altre stuccature sono state eseguite con malte a base di calce e sabbie selezionate con granulometria simile all'originale stese a spatola sino al livello del dipinto. Il ritocco è stato eseguito con colori a tempera agendo sottotono su microlesioni e a velatura nella parti altamente degradate. Finito il restauro è stata stesa una mano di fissante con nebulizzatore.
Tutte le campiture piane della facciata sono state eseguite con tempera a calce colorata con colori a terre naturali e stese a pennello su intonaco ancora fresco, metodo antico, per rendere più forte e resistente la tinteggiatura finale.

Chiesa di San Niccolò, Agliana, fessurazioni di tipo passante presenti sulla facciata principaleLa facciata della chiesa presentava estese fessure di tipo passante a partire dagli spigoli superiori del portale in pietra dell'ingresso. Tali fessure definivano in modo netto un cuneo di muratura posto sopra l'ingresso e mostrano chiaramente un meccanismo di architrave debole. In questo senso sembrava lecito supporre che all'interno della muratura sopra il portale vi fossero architravi metallici o magari in legno che avessero ceduto e quindi nel tempo dato luogo alle fessure di cui sopra.
I saggi effettuati invece hanno mostrato chiaramente che la causa era da attribuire ad un difetto di costruzione.
Sopra il portale d’ingresso è stato realizzato originariamente un arco di scarico di mattoni pieni, di spessore sia trasversale che longitudinale pari a cm 24, tale arco ben proporzionato come dimensione della sezione trasversale e come tessitura muraria è stato realizzato di lunghezza insufficiente.
Risulta evidente come l'arco abbia scaricato all'estremità del portale e la successiva deformazione della piattabanda di quest'ultimo abbia provocato su dimessa la scarico di tutto l'arco e della porzione di muratura sovrastante.
L'intervento di consolidamento portato a termine si propone di ripristinare il comportamento strutturaleChiesa di San Niccolò, Agliana, L'inserimento delle barre d'acciaio di collegamento dell'arco in realtà mai innescatosi.
L'arco è stato allungato approfondito nelle murature laterali con la costruzione di due appendici sempre in mattoni e malta bastarda. Per evitare che il diseguale comportamento delle diverse parti, inneschi fessure e malfunzionamenti intorno all'arco, le parti nuove sono state collegate a quella centrale esistente attraverso barre d’acciaio realizzando di fatto una muratura armata.
Le fessure nella parte superiore della muratura sono state ricucite cercando di rispettare il paramento murario esistente con il metodo del cuci e scuci utilizzando elementi lapidei e malta di dimensioni simili a quelle in opera. Una volta risarcite le lesioni si è proceduto a forzare con muratura e malta a ritiro controllato l'arco con la porzione superiore della parete.

 

Restauro presentato al "Salone dell'Arte e del Restauro di Firenze 2009"

 

 

La Chiesa di San Niccolò ad Agliana in una foto d'epocaChiesa di San Niccolò ad Agliana, Rosone in stucco dipinto, facciata principaleChiesa di San Niccolò, Agliana, L'inserimento delle barre d'acciaio di collegamento