La Cappella Rucellai e il Sacello del Santo Sepolcro

Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai, Il tempietto del Santo SepolcroInquadramento Storico

Per stabilire un preciso riferimento ubicazionale del complesso dell’ex convento di San Pancrazio, possiamo asserirne l’appartenenza allo storico quartiere di Santa Maria Novella, nel quale in epoca trecentesca fu edificata la prima preesistenza dell’attuale cappella Rucellai sita in via della Spada al numero 18. Del resto, sempre dalla storiografia, pare che i lavori di costruzione delle cappelle su via della Spada siano stati fatti risalire all’anno 1417, anno in cui furono erette anche le mura della navata principale della chiesa di San Pancrazio. In quell’anno infatti un certo ser Giovanni di Andrea de’ Linari lasciò “200 fiorini per la costruzione dei muri della chiesa” e questa testimonianza indusse molti studiosi a “datare a tale anno i lavori di costruzione delle cappelle su via della Spada”.
La cappella Rucellai o cappella del Santo Sepolcro, fu realizzata in fasi successive e l’intervento dell’Alberti per conto di Giovanni di Paolo Rucellai rappresentò l’ultima fase, la fase conclusiva che ne attestò definitivamente a Lui, la paternità.
Leon Battista Alberti dovette scontrarsi con un complesso di strutture preesistenti che in parte condizionarono i suoi progetti operativi. Partendo dall’originario nucleo trecentesco seppe realizzare uno spazio architettonico di gusto straordinariamente rinascimentale e consono a configurarsi come una sorta di Anastasis a sezione longitudinale per il Sacello del Santo Sepolcro, che avrebbe realizzato all’interno della cappella come copia del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Nei secoli seguenti all’intervento di Leon Battista Alberti, la cappella Rucellai e la sua spazialità rimasero immutate, almeno fino al 1808, anno in cui le due colonne interne di sostegno alla trabeazione, nel punto di passaggio fra la cappella Rucellai e la chiesa di San Pancrazio, furono collocate nella nuova facciata della chiesa appena sconsacrata dove si trovano tutt’oggi. In loro sostituzione venne eretto fra i due spazi interni, un muro e venne poi spostata la porta d’ingresso della cappella Rucellai dalla piazza antistante a via della Spada. Dal 1808 al 1981 non furono documentati altri interventi significativi ma solo delle normali e ordinarie opere di manutenzione. Nel 1976 iniziarono i lavori di restauro della cappella interessata da un grave dissesto statico della volta a botte. Il restauro che si concluse nel 1981 fu condotto dall’architetto Gastone Petrini della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, il quale, da un’approfondita indagine sulla cappella fornì maggiori dettagli per la conoscenza dell’edificio storico. Grazie a queste indagini si è giunti a conoscenza che l’attuale pavimento albertiano è l’ultimo delle tre più antiche stratificazioni succedutesi tra il XIV e XV secolo.

Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai, tempietto del Santo Sepolcro, formelle, parete nordAll’interno della cappella Rucellai è collocato il Sacello del Santo Sepolcro, attribuito dal Vasari a LeonFirenze, Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai, Tempietto del Santo Sepolcro Battista Alberti. Il Sacello fu commissionato da Giovanni di Paolo Rucellai e fu realizzato in breve tempo, venne difatti concluso nel 1467 come attesta l’iscrizione latina posta sulla porta d’ingresso. Il tempietto è sempre stato considerato dagli studiosi una copia gerosolimitana fra le tante che si diffusero in occidente nel Medioevo e nel Rinascimento, nate dal ricordo e dalla devozione dei pellegrini di ritorno dalla Terrasanta.
Le decorazioni marmoree presenti sulle superfici del tempietto e tutto il suo apparato decorativo furono realizzati con ogni probabilità dallo scultore Giovanni di Bertino come attesta lo studioso Marco Dezzi Bardeschi nella pubblicazione dei “Quaderni dell’Istituto di Storia dell’Architettura”.
Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai,tempietto del Santo Sepolcro, formelle, parete nordI disegni ornamentali delle 30 tarsie marmoree inserite all’interno dei riquadri sono diversi l’uno dall’altro, alcuni si ispirano a forme naturalistiche come le foglie d’alloro, di quercia, le corolle ed altri a forme geometriche come la stella ottagonale, la stella a sei punte e la decorazione a libro. La geometria delle tarsie fu sicuramente legata ad alcuni significati emblematici e all’astrologia, la quale suscitò un nuovo interesse durante tutto il Rinascimento, grazie anche al ritrovamento di alcuni testi astrologici ed ermetici.
Al centro di ogni prospetto l’Alberti collocò, delle tarsieLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, tempietto del Santo Sepolcro, formelle parete sud, impresa personale di Giovanni Rucellai facilmente riconoscibili per il loro significato rappresentativo, esse indicavano infatti gli stemmi araldici, per maggior precisione le imprese personali di Giovanni Rucellai, di Lorenzo il Magnifico, di suo padre Piero dei Medici e del nonno paterno Cosimo il Vecchio.
L’interno del Sacello era ed è tutt’oggi composto da un’unica camera sepolcrale contenente una lastra in marmo appoggiata sulla parete posta a sud, in base a questa disposizione lo stesso Alberti fu costretto a porre la piccola porta d’ingresso fuori centro, dal momento in cui il sepolcro occupava metà della larghezza della camera. Gli affreschi collocati all’interno sono stati attribuiti recentemente a Giovanni da Piamonte.
In conclusione Giovanni Rucellai con la costruzione di questo Sacello volle rispecchiare la forma della tomba originale di Gesù Cristo e catturarne le sue qualità sacre e devozionali. Infatti nel 1471 il Sepolcro conseguì lo stato sacramentale in una bolla emanata dal Pontefice Paolo II, il quale concesse ai fedeli che lo visitavano nei giorni del venerdì Santo e della domenica Santa, cinque anni di indulgenza plenaria. Nella bolla papale era infatti scritto: “chiunque si fosse fermato a pregare ai piedi di questo Sepolcro, durante il periodo pasquale della Passione di Cristo, avrebbe ottenuto l’indulgenza plenaria”.


Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai, durante il resturoInquadramento tecnico

La cappella Rucellai, distinta al Nuovo Catasto Edilizio Urbano di Firenze al Foglio di mappa 165 con particella B, confinante con via della Spada, piazza S. Pancrazio e con le altre proprietà distinte allo stesso Foglio 165 con particelle 423 e 168, è di proprietà della chiesa di S. Trinita e S. Pancrazio in Firenze; mentre il Sacello al suo interno è di proprietà della famiglia Rucellai. Attualmente l’edificio presenta un avanzato stato di degrado soprattutto per quanto riguarda le lastre marmoree della pavimentazione. Il marmo bianco di Carrara e il verde di Prato hanno risentito notevolmente della presenza di umidità ascensionale proveniente dal sottosuolo. Ovviamente il rivestimento marmoreo del Sacello, soprattutto nelle parti più basse, ha risentito delle stesse problematiche del pavimento:
1. presenza di efflorescenze sul marmo bianco e sul verde di Prato dovute alla quantità di salnitro e ad un preponderante fenomeno di solfatazione (sali che risalgono per via capillare sul marmo);
2. polverizzazione del verde di Prato nelle zone più colpite dal fenomeno di solfatazione, con conseguente disgregazione del materiale.
L'intervento proposto per arginare tali fenomeni sarà suddiviso nelle seguenti fasi:
- Pulitura del pavimento in marmo per asportare le patine e le polveri presenti sulle superfici delle lastre;
- Intelaggio di tutte le lastre marmoree, precedentemente numerate al fine di riposizionarle nella collocazione originaria, avendo maggior cura di quelle che si presentano frantumate in più punti. Sopra le tele verranno posizionate delle barre di acciaio per consentire l’aggancio e il sollevamento delle lastre.
- Smontaggio, particolarmente complesso e delicato, dovrà essere eseguito con mezzi manuali e con l’ausilio di mezzi meccanici, avendo la massima cautela per non danneggiare le lastre marmoree e il sottostante pavimento in cotto;
- Risanamento del sottofondo e eventuale realizzazione di un vespaio o di un gattoiolato di aerazione nel tentativo di impedire la risalita delle acque. Revisione dell’antico pavimento in cotto posto sotto l’attuale pavimentazione in marmo;
- Ricollocamento, rimozione delle tele e pulitura del pavimento in marmo per mezzo di solventi alla nitro e impacchi di carbonato d’ammonio;
- Stuccature nelle connettiture e nelle fessurazioni delle lastre con resina Cicloalifatica tipo il Templum-Stucco, opportunamente tradotte ai valori idonei da eseguirsi per mezzo di terre e ossidi naturali.

Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai e tempietto del Santo Sepolcro, durante il restauroLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, Il tempietto del Santo SepolcroLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, Firenze, Tempietto del Santo Sepolcro, durante le fasi di restauroLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, tempietto del Santo SepolcroLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, tempietto del Santo Sepolcro, part.Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai, Tempietto del Santo Sepolcro, part.Leon Battista Alberti, Cappella Rucellai, tempietto del Santo Sepolcro, formelle parete sud, impresa personale di Giovanni RucellaiLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, tempietto del Santo Sepolcro, formelle della parete nord, emblema araldico di Cosimo il VecchioLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, Tempietto del Santo Sepolcro, formelle parete ovest impresa personale di Piero de' MediciLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, Tempietto del Santo Sepolcro, formelle Abside est, impresa personale di Lorenzo de Medici.jpgLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai, tempietto del Santo Sepolcro, formelleLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai,tempietto del Santo Sepolcro, formelle, parete nordLeon Battista Alberti, Cappella Rucellai,tempietto del Santo Sepolcro, formelle, parete sud