Chiesa di San Bonaventura al Bosco ai Frati


Localizzazione

: San Piero a Sieve, FirenzeConvento di San Bonaventura al Bosco ai Frati, San Piero a Sieve, FI
Proprietà: Ecclesiasiastica


Tipo di intervento: Restauro architettonico
Inizio lavori: 2009
Fine lavori: 2009

Progettazione e Direzione lavori: arch. Luigi Rosalia
Collaboratore tecnico: Tullio  Cavaciocchi
Ispettore di cantiere: Leandro Verdini

Responsabile della sicurezza: arch. Cludio Liscia
Responsabile del cantiere: Leandro Mugelli


Imprese esecutrici: Mugelli Costruzioni s.r.l., Firenze


Inquadramento storico

San Piero a Sieve, chiesa e convento di Bosco ai Frati, chiostro interno al conventoIl complesso denominato del Bosco ai Frati, in Mugello, risulta costituito principalmente dal complesso conventuale e dalla Chiesa di San Bonaventura. Il Convento di Bosco ai Frati sorse nel luogo dove nell'XI secolo i monaci basiliani avevano fondato il proprio ritiro cenobitico. Divenne proprietà della famiglia Ubaldini, potenti feudatari della zona, che nel 1206 lo cedettero alla congregazione della Sacra Religione di San Francesco. Lo stesso San Francesco nel 1212 ne fece uno dei più importanti conventi del proprio ordine. Ai primi del 1400 gli Ubaldini, ormai decaduti, lo cedettero ai Medici. Fu Giovanni di Bicci ad assumerne la proprietà nel 1420. Nel 1427 vi rientrarono i frati, dopo aver ottenuto l'autonomia dall'Osservanza della Regola, e venne poi avviato, probabilmente, l'intervento di ristrutturazione e di ampliamento, attribuito dal Vasari (1568) a Michelozzo. Il committente fu Cosimo il Vecchio che ebbe cura di fornire il complesso francescano di arredi e opere da lui commissionate e segnate dallo stemma mediceo. Fece ricostruire gli scranni lignei del coro, provvide a oggetti liturgici, fornì di antofonari e messali la sagrestia, dotò l'altare maggiore della pala dipinta dall'Angelico raffigurante la Madonna col Bambino e Santi databile dopo il 1450 (rimasta in loco fino al 1777, oggi a Firenze, Museo di San Marco).
Intorno al 1464 Piero il Gottoso donò alla Chiesa di Bosco ai Frati il prezioso trittico a tabernacolo di Nicolas Froment raffigurante la Resurrezione di Lazzaro (oggi a Firenze, Galleria degli Uffizi).San Piero a Sieve, chiesa e convento di Bosco ai Frati, Padre Edordo Rossi: L'Ultima Cena del Signore
Lorenzo il Magnifico si fece costruire un piccolo appartamento nel convento, costituito da oratorio, camera, cameretta e loggia. Clemente VII promosse la sistemazione del refettorio, all'interno del quale è presente una ceramica di Cafaggiolo sopra la porta e, sulla parete di fondo, il capolavoro di Padre Edoardo Rossi: l'Ultima Cena del Signore. Nel 1542, in epoca ducale, il convento rimase duramente colpito da un terremoto che travolse la zona, costringendo i frati a provvedere autonomamente alla ricostruzione e al restauro. Dopo tale evento e le trasformazioni verificatesi tra il XVII e il XVIII secolo, la struttura architettonica commissionata dai Medici, pervenuta solo in parte, è rappresentata dalla chiesa, dal portico e dalla loggia sul giardino sulla quale si apre la piccola cappella di San Bonaventura.
Attualmente il convento è officiato dai frati Francescani dell'Immacolata. Si accede alla Chiesa attraverso un portico sorretto da colonne con fusto in muratura e intonaco bianco e basi e capitelli in pietra serena. Da qui è anche l'ingresso al convento, che si sviluppa attorno ad un chiostro (con un lato adiacente alla chiesa) nel cui loggiato, interamente murato, si aprono le porte dalle quali si raggiungono tutti gli ambienti. La chiesa si compone di una navata unica con abside di poco arretrata rispetto al transetto centrale: la facciata è molto semplice, in filaretto di alberese di varie tonalità, rallegrata da una serie di archetti e altri motivi ornamentali in cotto. La copertura è di tipo a crociera costolonata, con archi a sesto ribassato costituiti da laterizi di basso spessore (mezzane) affiancati e legati con malta. Il vano absidale, adiacente al coro, si articola su una pianta quadrata.

 
Inquadramento tecnico


San Piero a Sieve,  chiesa e convento di Bosco ai Frati, volta sovrastante l'altare maggiore ligbeoL'intervento di restauro promosso dalla Soprintendenza, riguardante la volta sovrastante l'altare maggiore, è seguito all'evento sismico del Marzo 2008. In prima istanza ha riguardato la stuccatura e risarcitura di tutte le lesioni, sia di quelle passanti che quelle superficiali, e si è poi concluso con il rinforzo della calotta estradossale della volta.
L'obiettivo dell'intervento, realizzato dall'impresa Mugelli Costruzioni s.r.l., è stato quello di ripristinare globalmente una situazione staticamente definita, oltre a ridistribuire uniformemente i carichi agenti, senza influire sulla massa e sugli spessori. A tale scopo sono stati utilizzati materiali che svolgono un'azione benefica in quanto sono in grado di preservare le strutture rinforzate innalzando la loro capacità di sopportare i carichi. Per ottenere questo incremento delle prestazioni meccaniche della volta è stato utilizzato il sistema di rinforzo Mapegrid G220 Planitop HDM del marchio MAPEI.
Il sistema si compone di una rete strutturale in fibra di vetro (Mapegrid G220) che viene impregnata utilizzando una malta a reattività pozzolanica bicomponente (Planitop HDM) a basso modulo elastico e quindi perfettamente compatibile con i supporti in muratura.