Il monumento a Giovanni Boccaccio

Certaldo (FI), Monumento a Giovanni BoccaccioLocalizzazione: Certaldo (FI)
Proprietà: Demaniale

Tipo di intervento: Restauro Conservativo 
Finaziamento: Presidenza Consiglio dei Ministri, Unità Tecnica di Missione 
                        
Inizio lavori:
2011
Fine lavori: 2011

Direzione lavori: Claudio Paolini                        
Collaboratore tecnico:
 Enzo Cacioli

Imprese esecutrici: Nike Restauro di Opere d'Arte, Firenze


 

Uomini illustri e Unità nazionale: il restauro del monumento a Giovanni Boccaccio a Certaldo

La decisione del Comune di Certaldo di erigere un monumento celebrativo a Giovanni Boccaccio è da collocare in stretto rapporto con le celebrazioni per il V centenario della morte dell’insigne poeta. In particolare, nella cittadina, il 21 dicembre 1875, si era svolta una importante cerimonia commemorativa che aveva visto Giosuè Carducci pronunciare un accalorato discorso alla cittadinanza e ai molti intervenuti. In questa stessa occasione il Sindaco aveva posto la prima pietra del monumento, anche per confermare con i fatti come Certaldo si sentisse patria del grande poeta non solo per averlo a lungo ospitato fino alla morte nel 1375, ma anche per averne visto i natali, e questo nonostante le incertezze sul reale luogo della sua nascita che altri ponevano a Firenze e altri ancora a Parigi. Si sarebbe tuttavia dovuto aspettare il 1878 per vedere l’inizio dei lavori, affidati allo scultore Augusto Passaglia, che avrebbe portato a conclusione l’impresa nel 1879.
La scelta dell’artista appariva ben meditata. Allievo di Giovanni Duprè, Passaglia era tra i docenti di scultura di maggior fama all’Accademia di Belle Arti di Firenze: aveva rappresentato l’Italia all’esposizione universale di Filadelfia del 1876 e, per quanto riguarda i monumenti celebrativi, si sarebbe distinto soprattutto in ambito lucchese, con la realizzazione del monumento a Vittorio Emanuele II (lungo il percorso delle mura) e con quello dedicato a Francesco Carrara (cortile del palazzo della Provincia). In ambito fiorentino il riconoscimento della fama oramai acquisita sarebbe stato poi attestato dall’importante commissione per la realizzazione della grande porta in bronzo della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, certo la sua opera di maggior respiro.

Certaldo (FI), Monumento a Giovanni Boccaccio, particolare della mano dopo il restauroL’inaugurazione del monumento a Boccaccio, tenutasi il 22 giugno 1879, era stato un ulteriore momento di festa e di orgoglio cittadino, ed aveva visto la partecipazione di illustri personalità con una conseguente eco sulla stampa nazionale. Come ricordato nelle più recenti note di Borghino Borghini vi erano tutti gli ingredienti sia dell’evento mondano sia di quello civile e culturale: “gente in cravatta e abito a coda, allegre brigate di contadini in birocci e di benestanti in carrozza, di studiosi intervenuti da università, istituti superiori, licei, ginnasi, accademie, atenei, sodalizi. Tutti sono giunti col treno delle 8 da Firenze. Fra i tanti accorsi gli invitati dell’Accademia della Crusca e quelli della commissione bolognese dei Testi di Lingua col cav. Francesco Zambrini, padrino del monumento e delle feste, cittadino onorario di Certaldo. Da tutte le parti un luccichio di uniformi, uno sventolio di stendardi su quel mare di teste...” 
L’inaugurazione prese avvio alle ore 11,20 al suono di una sinfonia appositamente scritta dal maestro Pio Pannocchia ed eseguita, sotto la sua direzione, dalle quattro bande riunite di San Gimignano, Castelfiorentino, Montaione e Certaldo. Al disvelamento dell’opera, accompagnata da lunghi e fragorosi applausi, fece seguito un memorabile discorso tenuto dall’erudito triestino Attilio Hortis, che proprio in questo stesso anno dava alle stampe il suo fondamentale lavoro sugli scritti latini del Boccaccio. A coronamento della cerimonia, nel pomeriggio, sarebbe seguita alle 19 una gara di cavalli, quindi, al locale teatro, una serata di gala con la rappresentazione de Il Boccaccio a Napoli. Nella notte, a beneficio dell’intera cittadinanza, i festeggiamenti si sarebbero conclusi con luminarie di fanalini di vetro colorato e fuochi d’artificio finali.
L’impegno espresso dal comune di Certaldo e dalla popolazione, così come la collaborazione dei comuni limitrofi, davano il senso – oltre che dell’ovvio orgoglio nell’essere concittadini dell’illustre poeta – dell’importanza data al monumento, peraltro al tempo protetto e isolato da una cancellata in ferro ben visibile nelle illustrazioni dei giornali dell’epoca.
Il progetto del Comune prevedeva tra l’altro ulteriori investimenti per completare il monumento con delle formelle illustranti scene della vita del Boccaccio, in effetti realizzate da Augusto Passaglia fino allo stadio del calco in gesso, ma mai eseguite come fusioni in bronzo per la mancanza di adeguate risorse finanziarie. Così Borghino Borghini ha riassunto le più recenti vicende legate ai rilievi: “Vere perle, si persero fra le dispute degli eredi Passaglia. Grazie alla memoria del vecchio Luigi Bardotti fu possibile ritrovarli. In data 7 Dicembre 1961 il comune stipula la realizzazione in bronzo. Costo lire 600.000. Risultato deludente. Vengono fatte le fusioni sulla stessa grandezza dei modelli, e non in considerazione dello spazio predisposto nella base del monumento. In occasione del centenario il comitato costituito per i festeggiamenti ritorna sull’argomento. La soprintendenza mette il veto...”.

La statua è posta su un basamento di forma parallelepipeda in marmo bianco e bardiglio, scandito da più ordini di cornici modanate e con il corpo principale centrale pressoché cubico, con ulteriori cornici che determinano specchiature sui quattro lati, destinate all’iscrizione commemorativa e ad accogliere i previsti bassorilievi con scene della vita del Boccaccio, poi non realizzati. La parte inferiore è costituita da un ampio gradino impostato e raccordato al piano della piazza. La figura del poeta è stante, frontale, volta verso Certaldo alto, avvolta nell’ampia veste codificata dall’iconografia corrente e già sperimentata nella statua sempre dedicata al poeta e realizzata da Odoardo Fantacchiotti nel 1843 per essere collocata sotto il loggiato degli Uffizi a Firenze.
Sempre in accordo con tale modello (anche se con una inversione dei gesti delle braccia), il poeta avanza con il piede e la mano destra in gesto di declamazione, mentre con il braccio sinistro stringe al petto un libro che ne indica l’attività di poeta e prosatore. Un ampio mantello, poggiato sulla spalla sinistra, crea a terra un ricco panneggio che investe e parzialmente copre la parte superiore del basamento, assolvendo sia a una funzione scenica sia alla necessità di dare alla parte basamentale della statua ampio appoggio. Nella parte posteriore della statua è un alto cippo con un scudo recante le insegne della città di Certaldo. Sempre sul basamento è l’iscrizione incisa a lettere capitali e rubricata: “A | GIOVANNI BOCCACCI | LA PATRIA | XXII GIUGNO | MDCCCLXXIX”.
Certaldo (FI), Monumento a Giovanni Boccaccio, particolare del basamento con lo stemma della città di Certaldo, durante le operazioni di PulituraAd una prima indagine il monumento mostrava le varie forme di degradazione macroscopica che solitamente si osservano nelle opere di scultura collocate all’aperto, soggette alle acque meteoriche e alle brusche variazioni termoigrometriche, nel nostro caso aggravate dal fatto di essere posto al centro di una piazza destinata a parcheggio, e quindi esposto ad un traffico veicolare sostenuto con conseguente significativa concentrazione di inquinanti atmosferici. Ne conseguiva uno stato di conservazione differenziato per zone e comunque, nel suo insieme, come già accennato, decisamente mediocre.
Per quanto riguarda più in particolare la statua, le superfici si mostravano in generale alterate da formazioni vegetali e da diffusi depositi di particellato atmosferico e di aggregati di varia natura e coerenza, per lo più aderenti al substrato. Erano inoltre visibili diffuse alterazioni cromatiche relative a differenti fenomeni di degrado: le zone in sottosquadro e le parti incavate del modellato apparivano interessate da depositi terrosi e croste nere, mentre quelle aggettanti segnate da marcate scie di percolazione a documentare le vie preferenziali di scorrimento dell’acqua; altre zone si mostravano poi sede di depositi formati dal ristagno delle acque meteoriche.
Piccole lacune dovute a rotture e decoesione della materia erano individuabili lungo i bordi del manto e in corrispondenza delle mani della figura. Da segnalare anche l’integrazione, in resina, delle dita della mano destra della figura, eseguita (peraltro in modo appropriato) a seguito di una rottura presumibilmente sempre a seguito di un atto vandalico. Lo strato protettivo appariva poi in generale alterato e privo di efficacia.
La situazione del basamento si mostrava ancor più precaria: tutti gli elementi marmorei denunciavano fenomeni di abrasione, polverizzazione e perdita di volumi, causati principalmente dall’azione eolica e dalla pioggia, ma soprattutto da una scarsa manutenzione che nel tempo aveva provocato la graduale perdita delle stuccature nelle commettiture favorendo la crescita di alghe, licheni e piante infestanti. Tutto questo aveva determinato non lievi problemi alla statica del basamento: l’infiltrazione di acqua, terriccio e la conseguente crescita delle radici di piante superiori fra l’interno della base portante in muratura di mattoni e il rivestimento in marmo aveva provocato lo slittamento fuori squadra degli scalini e del rivestimento marmoreo stesso, oltre a un generale degrado sotto forma di rotture, fratture e polverizzazioni.
Le varie fasi operative previste dal progetto preliminare e quindi attuate (con piena soddisfazione della direzione dei lavori) dall’impresa che è risultata vincitrice della gara di appalto (la Nike Restauro di Opere d’Arte di Louis D. Pierelli e Gabriella Tonini), sono descritte nell’intervento che qui segue a firma di Enzo Cacioli che, con il concorso di Carlo Vanni, di Angelo Renzetti e di Antonino Tomasello), ha condiviso con chi scrive la responsabilità di tutte le fasi dell’intervento, dalla progettazione alla consegna dei lavori alla loro corretta esecuzione.

Sintesi del contributo di C. Paolini da: Opere d'arte dal territorio. Restauri 2008-2011, Firenze, Polistampa, 2011, pp. 30-37


Certaldo (FI), Monumento a Giovanni Boccaccio, prima del restauroInquadramento tecnico

L’intervento, eseguito in piena conformità con l’impostazione progettuale, si è sviluppato armonicamente attraverso il succedersi delle necessarie fasi operative che qui si riassumono sinteticamente nella loro successione.
Operazioni preliminari
• La rimozione meccanica dei depositi superficiali incoerenti (polveri, depositi, guano, ecc.) è stata eseguita manualmente con pennelli in fibra naturale e aspiratori.
• Si è poi proceduto all’individuazione ed alla stuccatura temporanea con prodotti reversibili di fratture e micro-fessurazioni delle superfici, per impedire infiltrazioni improprie di acqua durante le successive operazioni di pulitura e restauro.
Pulitura
• La pulitura delle superfici, eseguita con acqua demineralizzata dosata gradualmente e in forma controllata, ha comportato la rimozione dei depositi coerenti. Le superfici in migliori condizioni sono state pulite con nebulizzazione di acqua a bassa pressione e leggera azione meccanica manuale con spazzolini, le zone dei sottosquadri che presentavano maggiore presenza di solfatazioni mediante applicazione di impacchi di pasta cellulosica imbevuti di soluzioni di carbonato di ammonio graduate per concentrazione e tempo di permanenza, con rimozione meccanica localizzata dei depositi più tenaci a mezzo di bisturi e spazzole.
• La rimozione e l’assorbimento dei prodotti di ossidazione si sono ottenuti mediante applicazione di sostanze complessanti a tampone mentre l’asportazione dei residui di colore da imbrattature con acqua ossigenata e miscela di ammoniaca diluita in acqua.
Disinfezione e disinfestazione
• In presenza di patine e formazioni biologiche si è proceduto, secondo necessità e anche in più cicli, all’applicazione di idoneo prodotto biocida (Biotin T), diluito al 2-3% in soluzione acquosa, dato a spruzzo con piccolo nebulizzatore o a pennello e, nelle zone di maggior aggressione da alghe e licheni, applicato con impacchi al 3% in arbocel e successiva rimozione mediante lavaggio delle superfici con acqua demineralizzata e spazzole morbide e, ove necessario, anche mediante l'uso del bisturi.
• Con applicazione localizzata di idoneo disinfestante è stato portato a compimento il trattamento della vegetazione superiore, completato dall’estirpazione manuale dei residui radicali delle stesse essenze vegetali.
Certaldo (FI), Monumento a Giovanni Boccaccio, particolare del busto al termine delle  operazioni di restauroPre-consolidamento e consolidamento
• Si è provveduto ad una sistematica fase di pre-consolidamento delle superfici con applicazione di bendaggi provvisori a protezione di parti in pericolo di caduta, asportazione, numerazione e custodia delle porzioni più consistenti e riadesione preventiva di piccole porzioni di materiale in fase di distacco.
• Il pre-consolidamento localizzato è stato effettuato con successive applicazioni a pennello e ad impacco di resina acrilsiliconica.
• Il consolidamento è stato eseguito sul materiale perfettamente asciutto, dopo le operazioni di fissaggio, disinfestazione ed accurata pulitura, con le stesse operazioni indicate per il pre-consolidamento: stesura di resina Acrisil e successiva rimozione degli eventuali eccessi di prodotto.
• Per la riadesione delle porzioni lapidee in fase di distacco o preventivamente distaccate, con utilizzo di resine epossidiche bicomponenti, si è resa necessaria l’inserzione di alcuni micro-perni in fibra di vetro di sezione appropriata previa perforazione con trapano a sola rotazione.
• Di particolare impegno il consolidamento statico del basamento che ha comportato lo smontaggio di due lati del rivestimento marmoreo, frontale e destro rispetto all’orientamento della statua, la rimozione manuale a mazzuolo e scalpello di tutti i detriti sottostanti (malte incoerenti ed elementi cementizi e laterizi della muratura degradata), ripetuti lavaggi delle sedi e delle murature adiacenti con getti di acqua pressurizzata, la creazione di idoneo massetto armato per la nuova fondazione con muratura gradinata, la ricomposizione, ricollocazione nelle sedi originarie, ancoraggio e sigillatura degli elementi marmorei asportati.
Stuccatura e integrazione delle parti mancanti
• La consistenza e l’idoneità di tutte le stuccature esistenti è stata accuratamente verificata provvedendo alla rimozione, con mezzi meccanici manuali quali scalpello e bisturi e getti di acqua demineralizzata sotto pressione, di quelle cementizie e di quelle pur compatibili ma ormai prive di funzionalità conservativa o estetica.
• Per l’esecuzione delle stuccature di fessurazioni, soluzioni di continuità delle superfici e di tutte le giunture dei blocchi, al fine di impedire infiltrazioni di acque meteoriche e nuovo radicamento di alghe e licheni, si è utilizzata malta idraulica a basso contenuto di sali solubili (calce Lafarge e sabbia nel rapporto di 1:3) con inerti di opportuna pigmentazione e granulometria.
• Le micro-stuccature e sigillature sono state realizzate con impasto di elastomero fluorurato (Fluoline ST) e polvere silicea opportunamente vagliata, lavata e setacciata, garantendo così l’elasticità dei giunti.
• L’integrazione e la ricostruzione delle parti mancanti del modellato di forma certa è stata condotta, previa inserzione di micro-perni in fibra di vetro, utilizzando una base in epossidica (Templum stucco) spesso protetta da impasto a base di polvere di marmo ed elastomero fluorurato con finitura omogenea alla superficie lapidea contigua per colorazione e granulometria.
Protezione superficiale e sistemazione del marciapiede e dello spazio a verde
• Tutte le superfici sono state infine oggetto di un sistematico intervento protettivo con applicazione di un prodotto idrorepellente e traspirante (Silo 111).
• Anche le lastre del marciapiede, dopo attenta verifica, sono state riallineate, sigillate e adeguatamente protette, come pure si è provveduto alla sistemazione dello spazio a verde di corredo al monumento, con riordino della vegetazione e degli elementi murari e metallici di protezione.

Questa esigente e appassionante esperienza, qui sinteticamente narrata attraverso le diverse operazioni di restauro (egregiamente condotte dalla ditta Nike Restauro di Opere d’Arte di Louis D. Pierelli e Gabriella Tonini in piena sintonia e conformità con le ‘Raccomandazioni Normal’ recepite dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con Decreto dell’11.11.1982 n. 2093), ci permette oggi di riconsegnare alla città di Certaldo una elegante e nitida memoria del suo cittadino più illustre. A ciascuno di noi l’invito a cogliere meglio, adesso, lo spessore di una tale eredità ed a saperlo esprimere, personalmente e coralmente, rispondendo a quella particolare vocazione culturale verso cui l’opera di Augusto Passaglia invitava e invita tutto il popolo.

 

Sintesi del contributo di E. Cacioli da: Opere d'arte dal territorio. Restauri 2008-2011, Firenze, Polistampa, 2011, pp. 38-43

Pag. pubblicata in data 8 novembre 2012